LA CRISI DEL SETTORE VITIVINICOLO TRENTINO ALL’ESAME DEI TECNICI


In attesa degli “Stati generali” annunciati dal Governatore Dellai per il prossimo autunno, i diplomati dell’Istituto Agrario di San Michele ruppero gli indugi il 12 giugno scorso, affrontando in Aula Magna la situazione e le prospettive del settore vitivinicolo trentino affidandone l’analisi ad alcuni degli esponenti più competenti usciti dalla prestigiosa scuola di agricoltura.

Che l’argomento fosse maturo e bisognoso di essere affrontatobicchiere_vino_rosso, lo si era capito subito dalla nutrita partecipazione di tecnici operanti in Trentino ed in altre regioni e tutti concordarono che bisognava mettersi subito attorno ad un tavolo per far ripartire un dialogo fra categorie per porre le basi di un progetto di rilancio del settore intero.

Dopo gli anni delle vacche ingrassate essenzialmente dalla formidabile performance del Pinot grigio sui mercati nord americani, il vento della crisi aveva, infatti, iniziato a soffiare sulle vigne trentine senza che il settore disponesse di una strategia alternativa concordata e condivisa da tutti.

Ad aggravare lo scenario la sporadica presenza dei vini di qualità trentini nelle carte dei ristoranti, indice di ancora troppo scarsa immagine e notorietà.

UDIAS, l’Unione dei diplomati rilancia il tema sabato prossimo al passo del Broccon nel Tesino in occasione della tradizionale uscita estiva in malga, presentando gli atti del convegno stampati a tamburo battente, proprio per anticipare il necessario approfondimento prima dell’ormai vicino appuntamento con le vendemmie. Fra settembre ed ottobre, infatti, sarà quello l’impegno prioritario.

La giornata avrà un prologo importante a Pieve Tesino con la visita alla casa natale di Alcide De Gasperi, divenuta uno dei musei trentini più godibili e carichi di significato per i valori etici e morali che il grande statista trentino trasmise alle generazioni future.

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Informazioni su Tiziano Bianchi

Giornalista e blogger con uno sguardo curioso, e a volte provocatorio, per la politiche agricole, appassionato di vino, animatore di degustazioni fra amici e di iniziative a sfondo enologico è fra i fondatori di Skywine - Quaderni di Viticultura e di Trentino Wine. Territorialista e autoctonista, ma fino ad un certo punto: non nasconde, infatti, la sua passione sfrenata per il Barolo. Un peccato di gola, che si fa perdonare con l'amore, non sempre corisposto, per la DOC TRENTO.

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