Je suis monà

Ora, tutto si può dire e tutto si può fare.
E tutto si può scrivere.
Ma mi pare di aver capito che la strage del sette gennaio sia stata una cosa seria.
Una tragedia.
Mi pare.
Oppure sono mona io.
Oppure è mona qualcun altro.
Oppure.
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Cosimo Piovasco di Rondò

Lo pseudonimo collettivo con cui fin dall'inizio sono stati firmati la maggior parte dei post più trucidi e succulenti di Territoriocheresiste. Il nome è un omaggio al protagonista del Barone rampante, il grande capolavoro di Italo Calvino. Cosimo Piovasco, passa tutta la sua vita su un albero per ribellione contro il padre. Da lì, però, guadagna la giusta distanza per osservare e capire la vita e il mondo che scorrono sotto di lui.

14 Risposte

  1. luca t. ha detto:

    in effetti ti vedo anchio assente dal "dibattito" zilianiano. cosa succede, ti sta rubando la scena o disapprovi ma non hai il coraggio di contraddire il tuo "maestro"?

  2. Amico ha detto:

    Cosimo, non ho ancora letto tuoi commenti ai gli ultimi post di Ziliani sullo "scandalo" di vinitaly … come mai? sei anche tu di quelli che raccolgono le briciole della fiera di verona?

  3. Giuliano ha detto:

    Mi sa che anche Peretti stamane è su questa falsa riga, evidentemente è la paura dei veneti di perdere questa manifestazione che li spinge a negare l'evidente. http://www.internetgourmet.it/chi-vuole-un-vinita

    • Angelo Peretti ha detto:

      Caro Giuliano, delle due l'una: o io non so scrivere, o tu hai letto
      distrattamente. Rileggi, per favore, se possibile con maggiore
      attenzione. Né in questo articolo, né in precedenti articoli ho mai negato l'evidenza di un Vinitaly pieno di guai. Scrivo: "Che
      quei 150 mila siano davvero tutti 'operatori specializzati' non ci
      crede nessuno. Di certo non lo sono quei giovinotti ubriachi che, pochi o
      tanti che siano, brancolano per i padiglioni. Ma di questo si è già
      detto e scritto, incluse le lamentele di alcuni produttori che dicono
      che questa situazione non aiuta gli affari". Vorrai mica che ripeta
      all'infinito quello che ho scritto in altri articoli quest'anno e gli
      anni precedenti, vero? Nel pezzo che citi dico però chiaramente che
      alcune delle rogne del Vinitaly non sono considerate tali da alcuni
      grossi produttori, e dunque il problema è ancora più complicato.
      Insomma: c'è chi al Vinitaly ci va per fare business e c'è chi ci va per
      fare show. Così com'è, il Vinitaly non concilia le due esigenze. Dunque, rischia, e molto.

  4. Claudio ha detto:

    …non è tanto l’articolo del 23 Novembre 2010 su Geisha Gourmet in se che mi abbia colpito… quanto piuttosto è il commento di un lettore
    postato cinque mesi dopo che mi ha lasciato perplesso… http://geishagourmet.com/2010/11/23/fabio-piccoli

    • CPdR ha detto:

      ..Claudio, ma stai bene?
      Ma chi te lo fa fare di stare a monitorare la Geissa….
      Sullo specifico… mah a me Piccoli sta pure simpatico: vende al Trentino ciò che il Trentino gli chiede. il Trentino non gli chiede niente e lui, giustamente, non gli vende niente.

      • Claudio ha detto:

        … appunto, è proprio quello che cercavo di dire. Anche a me sta abbastanza simpatico, ci mancherebbe. Mi spiego meglio… nella comunicazione, soprattutto digitale, quando uno cerca di fare bene il proprio mestiere, purtroppo corre spesso anche il rischio di essere malinteso o frainteso… è questo che mi lascia perplesso…

        • Alessia ha detto:

          Si penso anch’io come te Claudio nella buona fede e bontà delle intenzioni dell'autore dell'articolo sia nel sostenere il vinitaly che ad esempio nel promuovere il trentodoc, però poi sul web magari per un dettaglio fuori posto le proprie intenzioni possono uscire capovolte e dare ai lettori l’impressione contraria. Dico che dovremmo tutti chiederci il perché possa succedere.

  5. Tex Willer ha detto:

    Completamente d'accordo con Voi.
    Avrei preferito "il titolo forte" per migliorare un evento come Vinitaly e non per preservarlo in queste condizioni. Mi chiedo cos'altro dobbiamo aspettarci da costoro.

  6. Franco Ziliani ha detto:

    ti abbraccio Cosimo. Stai certo che i "mona" non siamo di certo noi che osserviamo queste cose con raccapriccio e schifo. E stai certo che "mona" non é di certo un omino piccolo piccolo piccolo…
    Que tipo i propri interessi li sa curare, E crede di essere molto furbo, anche se dimostra, con un certo titolo, ridicolo e vergognoso, ma molto eloquente, di prendersi beffa di un evento tragico ed epocale come la strage parigina del 7 gennaio.

    • Lucia ha detto:

      non conosco la persona a cui vi riferite. ma come voi sono inorridita da questo genere di strumentalizzazione, da questa centrifuga mediatica che asfalta tutto. vergogna!

      • Franco Ziliani ha detto:

        io lo conosco molto bene quel tale ed é da anni che nutro per lui un solido e ben motivato disprezzo

        • Lucia ha detto:

          non mi interessano le vostre polemiche e i vostri, immagino, reciproci disprezzi: ma mi aggrego al disprezzo in questa occasione verso chi usa l'emotività di una immane tragedia, che va oltre il sette gennaio, per difendere, e non so se abbia bisogno di essere difesa, una fiera che è una bottega. ripeto: vergogna!

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