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  • Venissa, la cucina a otto mani

    Comunicato stampa
    Venissa, la cucina a otto mani

    Dal 18 aprile, quattro promesse della cucina italiana – ispirate dal Codice Venissa –
    interpreteranno le eccellenze della Venezia Nativa

    Nata da un’intuizione di Gianluca Bisol che, nel recuperare un vitigno ormai scomparso della Venezia Nativa, ha realizzato un Wine Resort a Mazzorbo Burano, Venissa – in pochi anni – si è affermata come punto di riferimento per gli amanti della buona cucina. Il Ristorante, affidato alle mani di due fantastiche interpreti, prima Paola Budel e poi Antonia Klugmann – che in Venissa hanno trovato la loro consacrazione -, compie oggi un’ulteriore tappa di avvicinamento al sogno di Gianluca, diventando il trampolino per giovani Chef che provengono da importanti ristoranti stellati e che entrano a far parte di un circolo per la valorizzazione delle ricette tradizionali veneziane, elaborate in chiave contemporanea. La ricerca sulla cucina domestica lagunare è, infatti, la base su cui lavorano i quattro Chef di Venissa, i quali durante la stagione si confronteranno con i grandi maestri della cucina italiana. Per Matteo Bisol, che a 27 anni coordina il progetto Venissa “Il bello del Ristorante Venissa è il fatto di avere sempre Chef diversi che interpretano gli eccezionali ingredienti della laguna in base alla sensibilità e alle esperienze di ognuno”. Quest’anno, saranno Sabina Joksimovic, Andrea Asoli, Michelangelo D’Oria e Serena Baiano a dare una nuova interpretazione delle ricette della Venezia Nativa, quattro Chef che lavoreranno assieme per una cucina a otto mani il cui filo conduttore è il Codice Venissa: 8 regole che sono alla base di tutto il progetto gastronomico.

    Il Codice Venissa

    1) Conoscenza e passione guidano il nostro lavoro
    2) Ogni ricetta della cucina lagunare va compresa e rispettata
    3) Rispettiamo la materia prima ed esaltiamo le sue peculiarità
    4) L’estetica non deve mortificare il gusto ma essere elemento di esaltazione dello stesso
    5) Privilegiamo il prodotto locale, guardandoci attorno troveremo un mondo che non ha bisogno di sguardi lontani
    6) Il nostro futuro dipende dalle azioni del nostro presente
    7) La conoscenza dei nostri anziani è un patrimonio fondamentale
    8) La terra ed il mare sono la nostra vita

    Gli interpreti

    Antipasti: Sabina Joksimovic
    La sua passione sono le erbe aromatiche, arriva dal ristorante la Taverna di Colloredo

    Primi piatti: Andrea Asoli
    Le farine sono il suo mondo, arriva dal ristorante Met di Venezia

    Secondi piatti: Michelangelo D’Oria
    Valorizzare il gusto del pesce é la sua missione, già l’anno scorso era a Venissa

    Dolci : Serena Baiano
    I dolci non dolci sono la sua sfida, arriva dal ristorante La Peca di Lonigo

    www.venissa.it

    Cosimo Piovasco di Rondò

    Lo pseudonimo collettivo con cui fin dall'inizio sono stati firmati la maggior parte dei post più trucidi e succulenti di Territoriocheresiste. Il nome è un omaggio al protagonista del Barone rampante, il grande capolavoro di Italo Calvino. Cosimo Piovasco, passa tutta la sua vita su un albero per ribellione contro il padre. Da lì, però, guadagna la giusta distanza per osservare e capire la vita e il mondo che scorrono sotto di lui.

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