– Il professor Emanuele Scafato, presidente della Società Italiana di Alcologia, ha pubblicato questo intervento fra i commenti al  post di venerdì 2 giugno IL VINO FA BENE AL PIANETA. #SEGUIRABRINDISI. Affinché non si perda fra mille commenti, lo ripubblico come post autonomo.

Trovo molto corretto e condivisibile l’approccio del professor Scafato. Sono fra coloro che pensano che il vino non sia un farmaco e sono consapevole che è una sostanza piuttosto rischiosa per  la salute. Al contrario, sono convinto vada riconosciuta al vino un’autonomia culturale e merceologica, che si struttura attorno a tanti valori: territoriali, estetici, economici, psichedelici, alimentari, storici, tradizionali, narrativi, paesaggistici. E perfino poetici. Tutto quello che si vuole. E anche di più. Ma trovo umiliante e sbagliato attribuire al vino un valore etico e ancor più una funzione farmacologica. Ci sono cose serie. E altre meno serie. Il vino, a mio parere, è fra queste, quelle meno serie. 

di Emanuele Scafato* – Sarebbe bello e giusto comunicare a quanti hanno ascoltato il discorso di cui si legge, ma anche ai lettori di questo post, in un ambito non sanitario o clinico che il radioterapista in pensione Larry Coia ha posto , come logico, elementi di giudizio a quanti non hanno né capacità , né competenze per un contraddittorio di tipo medico – peggio se giovani – e forse neppure per essere informati adeguatamente degli interessi personali non dichiarati esplicitamente che possono e verosimilmente appaiono conflittuali rispetto agli interessi di tutela della salute propri di chi, come medico, comunica la prevenzione. Come si evince dal profilo Linkedin il dr Coia è più impegnato, da pensionato, nelle vigne … “Currently operating Coia Vineyards (see http://www.coiavineyards.com) and actively providing research, education and funding for the grape growers of New Jersey as past president and emeritus member of the Board of Directors of the Outer Coastal Plain Vineyard Association (www.outercoastalplain.com)”. Lawrence Coia è stato sicuramente un docente (a contratto) presso la Facoltà di Medicina, University of Pennsylvania e sicuramente in passato Senior Member del Fox Chase Cancer Center di Philadelphia e membro del Comitato Direttivo dell’American Society of Radiation Oncology. Oggi rappresenta le sue mere opinioni nelle quali ha evidentemente e accuratamente evitato di porgere l’evidenze che conducono NIH e CDC a produrre linee guida scientifiche americane sul consumo di alcolici ed è forse più impegnato nella sua attività non medica in qualità di membro dell’American Association of Wine Economists nella cui qualità pubblica per il “Journal of Wine Economics” , certamente non JAMA o il New England Journal of Medicine. E infatti non sembra aggiornato sulle evidenze che hanno lanciato la Global Strategy on Alcohol dell’OMS a cui aderiscono tutti i Governi o, in Europa, il Codice Europeo contro il Cancro che afferma che se si vuole fare prevenzione del cancro non bere è la soluzione migliore. Se poi il collega, che curava senza dubbio con professionalità i malati di cancro, si fosse andato a leggere quanto raccomandato dall’American Cancer Association avrebbe scoperto , come per tutti i risultati condivisi dalla Comunità Scientifica e dalla ricerca indipendente, che non esiste dimostrazione che una bevanda alcolica in particolare possa portare “vantaggi” netti di salute ( e quindi neanche il vino, neppure secondo l’OMS e le revisioni scientifiche della letteratura) in quanto, al netto di possibili riduzioni nel rischio di mortalità per cardiopatia ischemica, diabete di tipo II o colelitiasi, l’impatto sull’organismo dell’alcol, tossico, psicotropo, cancerogeno , calorico, antinutriente e induttore di dipendenza, è sempre svantaggioso essendo dimostrato che superati i 10-12 grammi – un bicchiere circa di vino ben meno degli 1-3 citati – aumenta il rischio di oltre 220 malattie e di 12 tipi di cancro , evidenze che sconsigliano di usare l’alcol come “farmaco” o come molecola con proprietà terapeutica MAI riconosciute al mondo. Ciò sopratutto per i giovani, le donne e gli anziani. Al collega Coia la SOCIETA’ ITALIANA DI ALCOLOGIA, SIA è lieta di mettere a disposizione le competenze e le conoscenze di una società scientifica nonché la funzione di “liason” con le realtà scientifiche statunitensi competenti in tutela della salute ed anche in economia sanitaria legata all’alcol che possono contribuire a mantenere aggiornate le sue conoscenze evitando di voler far attribuire ad un profilo medico ciò che nessun medico aggiornato proporrebbe in termini di comunicazione per la prevenzione. Un conto è l’economia, un altro la salute … sollecitare e promuovere l’esportazione del vino italiano negli USA ha un valore economico indiscutibile, comunicare che ciò porti salute ha considerazioni più articolate da porgere per garantire in onestà intellettuale scelte informate dei consumatori. Per tutti i casi di specie, chi sceglie di bere vino lo fa per il piacere e il gusto di consumarlo secondo un certo tipo di cultura, sicuramente non statunitense, che non si fa fuorviare da presunti o auspicati guadagni di salute ma che si rivolge al vino per ciò che il vino è piuttosto che ciò che il vino fa e questo, probabilmente, dovrebbe essere mantenuto distante da manipolazioni che economicamente non apprezzano il prodotto così come nelle finalità ultime del marketing di cui il testimonial si è voluto fare parte attiva. Prof. Emanuele Scafato, Presidente SIA, Società Italiana di Alcologia.

Per quanti volessero approfondire segnalo:

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/un-bicchiere-il-cuore-non-proprio-tutti-anzi

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/lalcol-non-e-un-farmaco-ne-un-mezzo-di-prevenzione

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/il-codice-europeo-iarc-contro-il-cancro-meglio-non-bere-alcol

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/alcol-e-prevenzione-garantire-scelte-informate#commenti

Direttore Reparto Salute della Popolazione e suoi Determinanti, Direttore Centro OMS per la Ricerca e la Promozione della Salute sull’Alcol; Direttore Osservatorio Nazionale ALCOL – CNESPS Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute. Presidente SIA, Società Italiana di Alcologia, Vice Presidente EUFAS, Federazione Europea delle Società Scientifiche sulle Dipendenze; Executive Board Advisor e Tesoriere dell’European Society on Cardiovascular Prevention. Professore in Epidemiologia e Statistica all’ Università degli Studi di Firenze

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