Sulla base dei dati forniti da Agea e Sinab, il Corriere Vinicolo (UIV) fissa la fotografia della viticoltura (comprensiva delle uve da tavola) biologica (e in conversione) nel nostro Paese. In Italia, ormai ad un soffio dal primato europeo, e solo al secondo posto dopo la Spagna (104 mila ettari VS 107 mila ettari), la superficie viticola bio rappresenta il 16% del vigneto. Interessante, però, il profilo regionale della distribuzione bio. In testa, e si capisce, due regioni del sud: Calabria e Sicilia, entrambe con un patrimonio verde vicino al 40 %. Seguite da Marche (28%) e Toscana (22%). Il Trentino Alto Adige risulta invece fermo al 7 %. Battuto, anzi doppiato, perfino dall’industriale e industriosa (e nebbiosa) Lombardia (14 %). Anche il ritmo di crescita del bio in TAA (2016 su 2015) appare piuttosto deludente: 7,4% Vs 24 % della media italiana.