Lunedì mattina a Trento, a margine della conferenza stampa di presentazione del concorso “La vigna eccellente” di Isera, il professor Attilio Scienza, ideatore dell’evento e presidente della giuria e considerato un luminare senza pari e senza macchia in materia di vino, vigne e scienza, presenti l’assessore provinciale all’Agricoltura Michele Dallapiccola, il presidente della  Strada del vino, Francesco Antoniolli e il coordinatore regionale delle Città del Vino Franco Nicolodi che non hanno battuto ciglio (forse perché distratti dalla bella giornata di sole o forse perché gli veniva difficile capire), avrebbe dichiarato (il virgolettato dell’Adige non è stato smentito): “Il mio desiderio è quello che il Marzemino diventi la prima pianta in Trentino nella quale inserire un gene differente che ne garantisca la resistenza“.

A volte uccidere i padri, ancorché nobili e nobilissimi, è un imperativo della ragione e del buon senso; quelle quattro bottiglie di Marzemino che ancora vengono prodotte, di tutto hanno bisogno fuorché di avventurose operazioni bioingegneristiche massificanti, più adatte ad essere applicate a vitigni da grandi volumi internazionali  destinati a produrre vino da scaffale a basso prezzo, che ad un vigneto descrittore di uno sputo di territorio ormai in estinzione. Le puttanate non hanno patria, ma questa volta l’hanno trovata. In Trentino. Per la precisone ad Isera. Isera di Trento.

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