MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

Sono stato facile, anzi facilissimo profeta, ieri sera, quando scrissi che quella della Mori Colli Zugna è una sporca faccenda. Questa mattina, poco dopo le otto, la cantina è stata blindata dalle forze dell’ordine. Gli uomini in divisa del NAS hanno fatto irruzione nello stabilimento della cooperativa vitivinicola lagarina e lo hanno letteralmente presidiato. Prendendo in consegna anche la posta in arrivo. Il blitz dei carabinieri è ancora in corso. l’accesso di via Formigher è bloccato dagli agenti. Alcune indiscrezioni provenienti dall’interno dell’azienda, e riprese poco fa anche dal quotidiano on  line Il Dolomiti, segnalano che contemporaneamente sarebbero state effettuate perquisizioni anche nelle abitazioni di alcuni membri del Cda.

Quello che sta capitando in queste ore a Moria soli tre giorni dall’assemblea generale di sabato 27 gennaio, è l’epilogo, forse ancora parziale ma già scritto, di un clima da strategia della tensione costruita a tavolino e con precisione meticolosa e micidiale nei mesi scorsi: fughe di notizie, atti riservati dati in pasto ai giornali, registrazioni audio compromettenti. Una macchina del fango che a questo punto ha reso inevitabile l’intervento delle forze dell’ordine.

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49 Comments

  1. Ma pensate sia l unica cantina che faccia contraffazione??? Avete preso il capro espiatorio… Andate in tutte le altre a vedere se SN pulite…mi spiace ma visto che avete alzato questa feccia -x restare in tema- che venga fuori tutto di tutti.Vergogna. tu giornalista che sei dovresti indagare su tutto il trentino.che mori è solo la punta dell icerberg.

    • Alle urne.

      Via, non mi fate gli occhiacci pel titolo qui sopra, come se ora venissi a far della politica. Vi pare ch’io sia da tanto? Quietatevi dunque e siate buoni e pazienti da leggermi fino alla fine e vedrete anche voi, che, se qualmente la politica c’entra, ci entra come il cacio dopo pranzo.
      Voglio dirvi adunque in queste quattro linee qualche cosa delle elezioni in genere e del dovere sacrosanto che si ha di dare il proprio voto ogni qualvolta se ne ha il diritto. Noi, gente del popolo, non siamo mica più tanti cavoli, come una volta quando Berta filava, ma siamo ormai una potenza bella e buona, anzi tale potenza che merita tutto il rispetto e l’ attenzione di chi non vuol fare i conti due volte. Quindi ne consegue che anche il voto del popolo, e quello specialmente, si calcola assai e si capisce ora che quel voxpopuli, vox Dei, (latino che tutti intendete senza spiegarvelo) non è un semplice detto qualunque, ma una verità che s’impone finalmente anche ai più increduli.
      Dunque non ci lasciamo scappare questa nostra potenza di mano per nostra pecoraggine, ma sappiamo usarne sempre e bene ed in tutte le circostanze che ci offrono e le leggi generali e quelle particolari. Vedete quante e varie volte siamo chiamati alle urne per deporre il nostro voto! Come soci p. e. del Consorzio Agrario distrettuale dobbiamo votare almeno ogni triennio per eleggere la Deputazione consorziale; come soci del Casello, della Cooperativa o della Banca ogni anno per nominare le rispettive Direzioni, come curaziani tante e tante volte spetta a noi nei Comizii scegliere col nostro voto il Curator d’anime; come censiti infine e cittadini del Comune e dello Stato abbiamo le elezioni comunali, provinciali e quelle del Consiglio dell’Impero.
      Vedete adunque quanta estensione ha il nostro diritto, senza dirvi nulla di tante altre possibili elezioni che qua e là possono occorrere per altri titoli e diritti. Io so, e me lo avete detto più è più volte, che tutti voi volete che le cose camminino sempre diritto, e vivamente desiderate che assieme al vostro maggior bene privato, prosperi quello comune. Ebbene, persuadetevene, carissimi, questo vostro bene in particolare, e quello pubblico in generale lo si avrà sicuramente, quando voi lo volete, cioè quando voi alle pubbliche cariche eleggerete tali persone che avranno la vostra piena fiducia e che voi ritenete allo scopo le più adattate ed idonee. È inutile, vedete, lamentarsi che il tale non fa bene, non amministra meglio o che razzola male. Il rimedio a tutto sta in nostra mano; la scheda che siamo per gettare nell’urna porta sempre o la vita o la morte sia materiale che morale d’un popolo. Vedete dunque quanto importa l’elezione e la buona elezione. Veniamo a casi pratici.
      Conosco alcuni paeselli de’ nostri monti, i quali hanno dei Caselli modello fiorentissimi, che danno prodotti abbondanti, ben confezionati e ricercatissimi, e tutto perché? Perché la Direzione di que’ Caseificii è composta di brava gente, di persone intelligenti ed attivissime, il fior fiore di que’ contadini. So invece di altri paesi (e lo sapete anche voi non é vero?) nei quali il latte si confeziona o peggio si rovina alla cainitica e dove il ben pubblico va a finire nella borsa di pochi furbi iscariotti, e perché? perché manca una buona direzione. Ma ditemi: la causa del bene da una parte, e del male dall’altra, qual’è in fin de’ conti? È sempre l’elezione. Nei paesi sopra lodati tutti i soci del Casello, quando si tratta di eleggere la rispettiva Direzione, corrono alle urne e votano francamente per le persone più adatte allo scopo, ed il frutto del loro voto conscienzioso è sempre una brava Direzione. Invece nei paeselli sopra biasimati, pochi sonvi che pensano al loro diritto, che s’interessano di votare e lasciano la faccenda in balia di chi sa pigliarla, e n’esce quindi una Direzione che non comoda e che non fa al pubblico bene.
      Egualmente dobbiamo dire in tutte le elezioni del mondo;ove gli aventi diritto s’interessano della cosa e tutti corrono alle urne a mettervi que’ nomi che in scienza e coscienza sanno d’essere agli altri preferiti, s’avrà sempre un suffragio accetto a tutti; ove invece vi è apatia, indolenza, e quindi non si va a votare o pochi vi vanno, si otterrà un esito che farà a calci col benessere generale. Dunque tutti e sempre ed ovunque corriamo alle elezioni, perché l’importanza è somma, perché è la vita d’un popolo civilmente, moralmente, e diciamolo pure, cattolicamente educato.
      Ma… me lo prevedea; avete qualche obbiezione a farmi, non è vero? Ditela pure francamente…. – Noi, cosi alcuni opinano, non vediamo questa importanza di dare il proprio voto, perché alla fin fine è impossibile di darlo in scienza e coscienza come si dovrebbe; ci sono sempre gli ambiziosi, i dappertutto, i camorristi che volens nolens vi imbrogliano a votare a lor modo; infatti non si è liberi, e quando manca la libertà, capirà anche Lei che…. Capisco, e sarà magari come voi dite, ma ciò avverrà quando gli elettori non conoscono la bravura di saper far bene le elezioni. Sicuramente se essi vorranno stare isolati, finiranno per essere assorbiti dai farabutti, ma se tutti gli elettori galantuomini e del medesimo pensare, s’uniscono e s’intendono fra loro e già in antecedenza preparano ben nette le loro armi, credetelo pure che nel dì della battaglia faranno buoni colpi e sicuri e la vittoria sarà per loro.
      Io non sono grigio ancora del tutto, eppure vi so dire che in tanti dei nostri Comuni, in questi ultimi anni, si mandarono a spasso quei rappresentanti a vita che fecero man bassa dei beni comunali nel triste passato appunto pel voto unanime, concorde e ben combinato del popolo che venne una volta a capire l’importanza delle elezioni.
      Naturalmente, se in un Comune p. e. di trecento elettori, solo pochi e divisi di sopra più corrono a gettare una scheda qualunque nell’urna, ne verrà che la rappresentanza comune sarà sempre quella di padre in figlio, come il diritto di primogenitura; ma se invece la maggioranza degli elettori di buona intenzione e di volontà tenace, con piano bene prestabilito prenderanno d’assedio la piazza fin qui intangibile, le palle che getteranno nell’urna, se anche sono di carta, saranno per se capacissime di abbattere la fortezza creduta inespugnabile; voglio dire che n’usciranno eletti sempre quelli che vuole la pubblica voce e richiede il pubblico bene. Infatti vi dico netto e tondo l’apatia in qualunque elezione mi suona morte; vita invece chiamo quella che mi dà un completo numero di votanti bene organizzati.
      Ma, altri mi rispondono, ha buon dire Lei; noi abbiamo altro per la testa, invece di elezioni dobbiamo pensare alla polenta, al modo di guadagnarci un fiorino per mantenere la numerosa famiglia. Colle elezioni invece si perde una mezza giornata e più, e la economia se ne va…. Appunto, carissimi, perché so che a voi preme la polenta, perché abbisognate di molte cose per vivere; appunto per economia dovete tutti andare sempre a votare quando siete chiamati, perché una buona elezione vi porterà tutte queste cose e più ancora.
      Non sapete che il vostro voto tante volte vale non già un fiorino ma le migliaia di fiorini? Se solamente una piccola società diretta da brave persone porta dei bei guadagni ai propri soci; quanti non ne arrecherà una società più in grande come sarebbe un Consorzio, un Comune, una Provincia, uno Stato? E la direzione di queste società non dipende appunto dai nostri voti? Dunque finisco. Volete la morte o la vita? La morte? Dormite allora in pace, se potete, ma non brontolate se il mondo non va a vostro modo; la vita? Non vi spaventi la parola, la ripeto:
      ALLE URNE!

      Don Lorenzo Guetti

      Almanacco agrario pel 1891

    • la cooperazione sta divorando sè stessa, e le prove di ciò sono sotto agli occhi di chi vuole vedere. Per far piacere alle scrivanie importanti. Quelle dei dirigenti satrapi con i colletti inamidati, i ficus negli uffici e le careghe in pelle. Magari umana, quella delle schiene dei povericristi che hanno pagato tutte le loro stronzate. E che hanno pagato anche laute buoneuscite e altrettanto buoni premi produzione. Propongo l’anarchia.

    • Matteo Gottardi chi ha permesso che tutto ciò accada? Lo dico da socio. Ogni volta che succede qualcosa che non vorrei faccio mea culpa. Quella volta che sono stato zitto in assemblea, quella volta che non mi sono interessato delle scelte, quella volta che ho detto “lasa perder” a un mio collega. Mea culpa.

      Le cooperative stanno divorando la cooperazione, perché la cooperazione è venuta meno.

      A me non va bene questa situazione. Così sto provando a cercare soluzioni. Guarda i miei post delle ultime settimane.

    • Hai ragione.

      Aggiungo un mio pensiero di quest’estate:

      1 Il conferitore, che vede nel pieno del magazzino la fine del suo lavoro, soffre di un’amnesia culturale raccapricciante.
      2 Il mangiatore industriale, inghiotte il portafogli del contadino e vomita sulla sanità pubblica.
      3 Il consumatore consapevole ha fame di onestà e l’ignoranza fra i denti.
      4 l’agricoltore attento a tutta la filiera s’asciuga la fronte con la burocrazia e annusa il commercio.
      Se 3 si lava i denti e tappa il naso a 4, assieme risolvono tutti i problemi… Ma all’interno del 5% che rappresentano.
      Qualunque tu sia fra questi, te lo chiedo per favore, parla con TUTTI gli altri, ma soprattutto ascoltali.

      -Tuo figlio-

  2. Angelo Rossi

    Il TGR stasera ha adombrato l’ipotesi del commissariamento: devono sbrigarsi se vogliono mettere la mordacchia alla democrazia, hanno solo un paio di giorni per fermare l’assemblea già indetta. Col commissario sarebbe tutto più tranquillo…

    • marco pruner

      mettiamola così…potrebbe darsi, per pura ipotesi, che i militari del NAS stessero lavorando sottotraccia da tempo e che solo ora si siano mossi….ma solo per ipotesi

    • marco pruner

      PS: ho qualche dubbio che le forze dell’ordine si siano mosse per “la macchina del fango” e per degli isterismi di qualcuno…così per dire eh..

    • grazie Marco, hai ragione. Certi fondamentali mi mancano per formazione: a suo tempo ho preferito svolgere il servizio civile e sono entrato poco in contatto con la vita militare. Comunaque hai ragione: avrei dovuto formarmi dopo. provvederò.

  3. una facenda sporca su cui grazie a te Tiziano, cercheremo di accendere i riflettori e catturare l’attenzione anche dei lettori fuori Trentino. Qui si stanno utilizzando metodi a metà tra il repressivo, l’intimidatorio e il mafioso

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