ORO CEMBRA, ORO CEMBRANO 13 commenti


Standard qualitativi davvero elevati hanno portato a consegnare solo Medaglie d’Oro quest’anno. Tutti i 18 vini premiati hanno infatti ottenuto un punteggio superiore agli 85,5 punti

Si è svolta ieri sera, venerdì 29 giugno, la premiazione del 15° Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, uno dei momenti più attesi della 31° edizione della rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, organizzata dal Comitato Mostra Valle di Cembra con il supporto della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest.

Sui 60 vini in gara, provenienti da Trentino, Alto Adige, Veneto, Repubblica Ceca e Germania, 18 hanno ottenuto la Medaglia d’Oro grazie ad un punteggio superiore agli 85,5 punti.

“Un risultato eccezionale a cui non avevamo mai assistito – ha commentato Mattia Clementi, Presidente del Comitato Mostra – che conferma ancora una volta la crescente qualità dei vini in concorso, tanto che – ha aggiunto – sono diverse le etichette alle quali non abbiamo potuto assegnare Medaglie d’Oro e Medaglie d’Argento per via dei limiti stabiliti dal metodo di valutazione a cui facciamo riferimento, che impone di non premiare oltre il 30% dei vini in concorso”.

A ricevere la Medaglia d’Oro, in particolare, 10 vini trentini (Müller Thurgau Zeveri Trentino DOC Superiore 2017 di Cavit; Müller Thurgau Vigna Rio Romini Trentino DOC 2017 di Vivallis; Müller Thurgau Pietramontis Trentino DOC Superiore Valle di Cembra 2016 di Villa Corniole; Müller Thurgau Trentino DOC 2017 di Gaierhof; Müller Thurgau Trentino DOC 2017 di Fondazione Mach; Müller Thurgau Vigneti delle Dolomiti IGT 2017 di Azienda Agricola Francesco Moser; Müller Thurgau 1339 Trentino DOC 2017 di Cantina Sociale di Trento; Müller Thurgau Casata Monfort Trentino DOC 2017 di Cantine Monfort; Müller Thurgau Vigneti delle Dolomiti IGT 2017 di Società Agricola Fratelli Pelz S.S. e Müller Thurgau Cantina di Montagna Trentino DOC 2017 di Cembra cantina di montagna), 5 altoatesini (Müller Thurgau Alto Adige Val Venosta DOC 2017 di Azienda Agricola Unterortl – Castel Juval; Müller Thurgau Alto Adige DOC 2017 di Hans Rottensteiner; Müller Thurgau Aristos Alto Adige Valle Isarco DOC 2017 di Cantina Produttori Valle Isarco; Müller Thurgau Graun Alto Adige DOC 2016 di Cantina Produttori Cortaccia e Müller Thurgau Alto Adige Valle d’Isarco DOC 2017 di Abbazia di Novacella) e 3 tedeschi (2017 Hagnauer Sonnenufer Müller Thurgau trocken secco e 2017 Hagnauer Burgstall Müller Thurgau Fass 247 secco di Winzerverein Hagnau e 2017 Anselmann Müller Thurgau Rivaner troken – Edenheimer Ordengut secco di Weingut Anselmann).

I punteggi sono stati assegnati da una commissione di qualità composta da 18 membri suddivisi in 9 enologi, 4 degustatori – in rappresentanza delle diverse associazioni di sommelier presenti, ovvero ASPI, AIS, FIS e ONAV – e 5 giornalisti della stampa di settore, attraverso degustazioni alla cieca organizzate secondo il metodo di valutazione dell’Unione Internazionale Enologi in cui ogni vino viene analizzato nel suo complesso, prendendo in considerazione vista, olfatto, gusto e gusto-olfatto.

“Per la prima volta – ha concluso Mattia Clementi – sono stati premiati anche vini dell’annata precedente, e dunque del 2016. Un risultato interessante, considerando che il Müller Thurgau è un vino che va tendenzialmente consumato giovane, che attesta non solo le grandi potenzialità delle zone maggiormente vocate ma anche il lavoro svolto negli ultimi anni, sia dai produttori sia dalla nostra Rassegna, fortemente impegnata ad offrire indicazioni precise e puntuali per aumentare costantemente la qualità delle produzioni.

I vini in concorso potranno essere degustati fino a domani, domenica 1 luglio, nella splendida cornice di Palazzo Maffei.

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Informazioni su Tiziano Bianchi

Giornalista e blogger con uno sguardo curioso, e a volte provocatorio, per la politiche agricole, appassionato di vino, animatore di degustazioni fra amici e di iniziative a sfondo enologico è fra i fondatori di Skywine - Quaderni di Viticultura e di Trentino Wine. Territorialista e autoctonista, ma fino ad un certo punto: non nasconde, infatti, la sua passione sfrenata per il Barolo. Un peccato di gola, che si fa perdonare con l'amore, non sempre corisposto, per la DOC TRENTO.

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13 commenti su “ORO CEMBRA, ORO CEMBRANO

  • Mattia Clementi

    Buongiorno,
    sono Mattia Clementi, presidente del Comitato Mostra Valle di Cembra, organizzatore della Rassegna Müller Thurgau Vino di Montagna.
    Purtroppo noto che anche quest’anno, nonostante l’invito dello scorso anno (https://www.trentinowine.info/2017/06/muller-thurgau-sfida-tra-68-etichette/#comments), avete preferito commentare senza recarvi a Cembra e magari confrontarsi direttamente con noi. Peccato, poteva essere un importante spunto anche per noi organizzatori, e forse vi avrebbe evitato di commentare in modo del tutto errato e fuorviante.
    Innanzitutto i vini esteri non sono 3, ma 16 e comprendono vini tedeschi, della Repubblica Ceca e anche della già citata Ungheria… 3 invece sono solo quelli premiati con medaglia d’oro.
    Anche per quanto riguarda i risultati del concorso, come sottolineato non solo dai commissari ma anche dai tanti giornalisti, sommelier, esperti ed enologi che ci hanno fatto gradita visita in questi giorni il livello è stato molto alto, numerosi i vini di grande qualità e soprattutto tutti prodotti estremamente riconducibili alla varietà e al territorio di appartenenza: vi siete persi veramente delle degustazioni interessantissime che vi avrebbero fatto sicuramente cambiare idea.
    Le stesse persone si sono inoltre congratulate per la qualità della manifestazione: ad esempio le due degustazioni masterclass sono state sold out (vini vincitori del concorso condotta da Alessandro Torcoli e vini della Valle di Cembra in confronto con vini di aziende fondate da trentini emigrati condotta da Nereo Pederzolli) e sono state dei successi sia per la bravura di chi le ha condotte che per la qualità dei vini presentati. Palazzo Maffei è stato invaso da degustatori durante tutti i giorni della manifestazione, tanto che spesso era necessario attendere del tempo che si liberi qualche tavolo. Tutte le strutture di Cembra e dintorni erano piene da tempo, con ospiti venuti appositamente da tante zone diverse d’Italia e pure dall’estero (questi magari casuali, ma hanno comunque apprezzato la manifestazione ed i vini) a testimonianza anche della valenza in chiave turistica dell’evento.
    Vi invito anche a seguire la rassegna stampa dei giornalisti presenti, può essere uno spunto per capire meglio la rassegna, vista la scelta di commentarla sistematicamente senza frequentarla.
    Sicuramente c’è ancora molto da fare, siamo i primi ad esserne consapevoli. E non ci nascondiamo dietro alla scusa del volontariato, pur plausibile, se qualcosa può essere migliorato. Ma da volontari esigiamo ancora di più rispetto ed attenzione: ciò significa commentare, se serve anche criticare in modo costruttivo, dopo aver però valutato attentamente la situazione (e non credo proprio si possa valutare una manifestazione come la nostra senza viverla).
    Credo fortemente che, come il principio della Rassegna è il confronto fra i vini per stimolare la crescita qualitativa degli stessi, anche per quanto riguarda l’organizzazione / promozione dell’evento e dei prodotti sia fondamentale il dialogo.
    Noi siamo sempre disponibili, fanno piacere i tantissimi complimenti ricevuti in questi giorni ma per nostra indole siamo più portati a dire “grazie” a chi invece ci sprona a fare meglio e ci dà preziosi consigli: per questo vi rinnovo l’invito, ormai per la prossima edizione, in modo da poter testare sul campo la qualità dell’evento e dei vini ed avere un piacevole e soprattutto proficuo scambio di opinioni.

    • Tiziano Bianchi L'autore dell'articolo

      Gentilissimo Presidente, intanto la ringrazio del commento e dell’attenzione che costantemente riserva ai nostri blog corsari. La ringrazio davvero sinceramente, perché vuol dire che lei sa apprezzare anche posizioni spesso critiche, ma non sempre critiche.
      Nel merito e dopo la premessa di rito.
      Personalmente ho frequentato la Rassegna per molti anni, fino a qualche anno fa. Poi per diverse ragioni, anche strettamente personali che limitano molto la mia mobilità, non lo ho più fatto. Tuttavia seppure da lontano assaggio sempre vostre vini e di solito ho anche modo di apprezzarli. Ma seguo anche le vostre attività, soprattutto grazie alla lettura dei numerosi comunicati stampa che mi inviate. Certo la lettura di un comunicato stampa non può essere esaustiva, ma immagino che anche voi conveniate che serve a farsi un’idea (altrimenti perché li inviereste e perché me li inviate?). E quando uno si fa un’idea – sollecitato da un comunicato stampa – si sente anche legittimato ad esprimere un’opinione. O no? Ripeto, altrimenti tutta l’attività di comunicazione sarebbe superflua.
      E veniamo al concorso. Vorrà convenire anche lei che esaurire tutto il medagliere disponibile con l’oro, può sollevare qualche perplessità. E non sull’autorevolezza dei giudizi, ma sull’utilità stessa del concorso che sembra premiare tutti allo stesso modo senza distinguere, senza introdurre una scala, una gerarchia. È una perplessità, tutto qui. Sul carattere internazionale ma anche nazionale, mi perdoni presidente, nascono altrettante perplessità: vista l’esiguità dei campioni partecipanti dall’estero (16 fra Ungheria, Rep. Ceca e Germania, che fra l’altro da sola conta circa 20 mila ettari piantati a m.t.) e la provenienza totalmente tridentina dei campioni nazionali, questo pare più un concorso mitteleuropeo. Così per inciso ricordo che ad una delle edizioni a cui partecipai, in concorso trovai anche un ottimo m.t. siciliano (medagliato) di Rallo (se non erro). Ma è solo un inciso. Poi questa scelta (restringere il campo alla mitteleuropa) può essere una scelta di regia, una scelta voluta per coerenza di territori. E sarebbe anche legittimo. Ma, e davvero lo dico senza polemica, a me questa scelta, se scelta è, suscita qualche perplessità.
      E infine la questione di fondo: perché non usare finalmente la dizione Cembra e conseguenti aggettivazioni, provando a dimenticare, altrettanto finalmente, il richiamo alla varietà per dedicarsi esclusivamente all’origine. Ma questo è un argomento su cui abbiamo discusso per anni. E ormai mi annoio da solo, anche solo ad evocarlo.
      Detto questo, spero che lei, presidente, continui a leggerci con curiosità e interesse riconoscendo almeno la buona fede: perché sul serio l’ultima delle mie intenzioni è quella di polemizzare sterilmente con lei e con l”UNICA manifestazione che considero di qualità nel piattume del marketing enologico trentino. E quindi, a parte le perplessità, le faccio comunque i complimenti. Sinceri.

    • Giuliano Fago Golfarelli

      Mi permetto aggiungere : concorso “internazionale” – che di internazionale ha visto solo tre coraggiosi produttori tedeschi. Il Muller è assai diffuso in Europa; ricordo un mio caro amico trentino (ora emigrato con bagagli e cantina in altra regione) che mi diceva di aver gustato un ottimo vino in Ungheria dove le vigne Muller venivano coltivate in grotta.
      https://it.wikipedia.org/wiki/M%C3%BCller-Thurgau

    • Tiziano Bianchi L'autore dell'articolo

      No..a me non quadra. ma va bene così.
      Anzi non va bene, perché non è così che si qualifica né il vitigno, nè il concorso.
      Né il territorio. Però se l’assessore è contento così….(cit. profilo fb Assessore: Inaugurata la 31° mostra di questo amato, eroico vitigno, la Rassegna Müller Thurgau
      L’evento avviene all’Inteno della rete delle #manifestazioniEnologiche al centro dell’attenzione per la promozione del territorio da parte della Provincia. La #StradaDelVinoeDeiSapori col suo presidente Francesco Antoniolli coadiuvata da una preziosa rete di volontariato locale, ha così valorizzato uno specifico stanziamento nel bilancio della PAT.
      Questo metodo che si è finora rivelato “sostenibile”, ci consegna constatemente risultati di grande soddisfazione.)

      • Giuliano Fago Golfarelli

        Grande, elegante amico Tano,
        hai delineato benissimo la situazione. Se la “magnadora” c’è, ed è ora un’avventura pericolosa, la “bevitora” esiste da 25 anni, cioè la pioggia di interventi pilotati verso vigne e sistemi. Grandine compresa.
        Da qualche giorno magistratura e finanza stanno controllando – dico “controllando” – le vigne Doc di Mesiano. Non amo il terrorismo e neppure il facile populismo, però dai e dai …non si può continuare a vedere intorno a noi con gli occhi foderati di prosciutto.
        Quello che per fortuna non producono i Corrà.

  • il Conte

    Se (in GDO) incontrate questo Muller del 2016, Igt /Vigneti delle Dolomiti (costo circa 3 euro), è opportuno evitarlo: colore del Pinot, aroma inesistente, ecc. ecc. In compenso l’etichetta retrò è laminata oro e in controetichetta si nomina la Val di Cembra. Enrico II di Baviera – se di lui si tratta – non sarebbe lieto, dato che i suoi vigneti erano probabilmente in Germania, Lombardia e nel Lazio. In più era “Santo” e certo non “bevitore”. Un modesto suggerimento : le degustazioni dovrebbero avvenire con i prodotti venduti sul mercato (GDO, ristoranti) fuori del Trentino e con il prezzo. E’ appurato che nei concorsi e nelle guide i vini presentati sono attentamente selezionati prima dai produttori: ad ogni modo molto valida l’iniziativa di questo 15° Concorso !

    File Allegato

    • Tiziano Bianchi L'autore dell'articolo

      Anche io credo, come te, che sarebbee interesante mettere a confronto bottigllie acquistate sul libero mercato (sia gdo che horeca) e valutarle per fascie di prezzo. Altrimenti si rischia di giudicare un vino che non c’è. O prodotto esclusivamente ai fini delle classifiche.

      • il Conte

        Grazie, Tiziano .
        Vedo che hai sempre grande attenzione per queste “discolate” degne più del “Vaso della Fortuna” di paese che della seria collocazione commerciale di vitigni e denominazioni fuori dal nostro territorio .
        Interessante il giudizio Eurospin ma il vino l’avevo comprato da Lidl …..

          • Giuliano Fago Golfarelli

            Certo. Ma si da’ il voto di 2 su 5 perché non ci si può dare la ….. bottiglia sui piedi, sui piedi dei consumatori !
            Probabilmente i due colossi (che paiono anche parenti in business) rigirano tra loro i prodotti che non girano.
            In questo caso da due anni oppure si tratta di una svendita miracolosa delle rimanenze !
            E potrebbe anche essere, visti i malessere passati dalla cantina in quegli anni e prima.