CONSUMO RESPONSABILE O PRODUZIONE RESPONSABILE? 9 commenti


Essere comunità solidale significa ricordarsi, quando si va a fare la spesa, che ci sono ottimi prodotti di questa terra, frutto della fatica e della passione di tanti agricoltori che alimentano ogni giorno con tenacia il loro senso di attaccamento al nostro territorio

dichiarazione del governatore Maurizio Fugatti nel Giorno del Ringraziamento – 18 novembre 2018


Dopo l’apprezzabilissimo appello al consumo responsabile e local, restiamo in attesa di un appello altrettanto forte e solenne per la produzione responsabile e territoriale. Questa volta, però, indirizzato agli oligopoli industriali cooperativi. Perché, in fondo, costa poco e non fa male ad alcuno suggerire la lista della spesa ai consumatori. Mentre potrebbe essere più complicato e pericoloso, cercare di cambiare l’orientamento della produzione agricola.

#territoriocheresiste

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Informazioni su Tiziano Bianchi

Giornalista e blogger con uno sguardo curioso, e a volte provocatorio, per la politiche agricole, appassionato di vino, animatore di degustazioni fra amici e di iniziative a sfondo enologico è fra i fondatori di Skywine - Quaderni di Viticultura e di Trentino Wine. Territorialista e autoctonista, ma fino ad un certo punto: non nasconde, infatti, la sua passione sfrenata per il Barolo. Un peccato di gola, che si fa perdonare con l'amore, non sempre corisposto, per la DOC TRENTO.

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9 commenti su “CONSUMO RESPONSABILE O PRODUZIONE RESPONSABILE?

  • il Conte

    Storia infinita. Il fresco referente, la curia benedicente e l’appello: consumiamo in casa e attendiamo i turisti ai mercatini di Natale, in estate nelle varie beautiful stage.
    L’economia circolare – per chi ha studiato un po’ di economia – è un toccasano per le produzioni e territori poveri, perché è solo legge dello “scambio”. Io do a te e tu dai a me.
    Però chi produce di più, ha produttori e imprese con in magazzino quello che si deve necessariamente commercializzare fuori dal proprio territorio – che fare ?
    Seguire solo la nuova rivoluzionaria, benedetta omelia : vino, carne salda, latte e mele per tutti. Comprando, si intende.
    Ovviamente solo i prodotti del territorio Trentino !
    Lidl, Eurospin, Poli al rogo …. Basta pesce dell’Adriatico ma solo salmerini e trote di Storo, solo cavolfiore di Gresta anziché radicchio rosso di Treviso, ecc. ecc. Non vi dico cozze e vongole veraci.
    Martin Lutero non metterebbe più le sue “tesi” sulla porta di una chiesa ma farebbe un bel social network per qualche like.
    Il Concilio di Trento fermò il protestantesimo alle porte con grandi feste, Bernardo Clesio se la spassava a Toblino, gli strangolapreti avevano la brugna dentro e le fontane mandavano vino – era l’iper produzione del tempo patrocinata dalla vendita contestata delle indulgenze. Quasi un consorzio di oggi.
    Oggi dobbiamo essere più indulgenti e caritatevoli: quindi Orzet e luganega per tutti i trentini doc.
    E a gogo per chi ci viene a trovare. Ovviamente