PENSIERO DOMINANTE 2 commenti


Nel millennio dei social, degli acquisti on line e delle chat più o meno lodevoli, lo stomaco ha il sopravvento. Dovunque trovi cuochi e cucine, ignote persone ammiccanti e degustanti (tipo il famoso “tonco” nero), pareri, ricette, e sorprese a gogo.

Il vino? Un sottofondo. Perché si sa, calano i consumi, le preferenze del pubblico slittano, i vini rossi quasi in calo, bianchi e frizzanti naturali in ascesa.

In questo panorama la norma di tutti è però lo “stile”, quindi perfezione nella cottura e presentazione, abbinamenti da favola, degustazioni da mille e un notte.

Il cibo – una volta destinato a nutrire sano chi lavorava forte – è toccasana virtuale delle cucine in acciaio lucente, apostasia dei surgelati (che segretamente funzionano sempre), del connubio a volo di rondine con vini di origini più a meno note.

Nel panorama elegante, dei top men, women gourmet e wine supporter, questa notizia può interessare: le colline prosecchiste di Conegliano e Valdobbiadene ottengono il riconoscimento UNESCO  e diventano patrimonio universale dell’umanità. 

In fondo non male questa veneta intraprendenza a fronte di chi va ancora a caccia dell’orso, di chi va in altalena fra il MART e le Albere e non chiede le opportune sovvenzioni allo Stato per fronteggiare il dissesto geologico; perché… perché in fondo noi siamo quelli di sempre: aspettiamo sempre una risposta dagli altri.

Torniamo a noi: i cuginetti veneti hanno preso per la seconda volta la palla al balzo sulle tracce del Piemonte e delle Cinque Terre Liguri.

L’Unesco ha detto sì, raccomandando tuttavia comportamenti restrittivi in tema di agrofarmaci e colture estensive in aree non vocate.

Il vino trentino, invece, resta sempre circondato a nord dall’Alto Adige e a sud/nord est dalla solita Repubblica di Venezia.

Il nostro desiderio di eleganza, rarità, tradizione è pensiero dominante, ora generazionale ma forse non è proprio così: il pensiero dominante può essere quest’altro.

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Informazioni su Il Conte

Tra gli antenati annovera il capitano di ventura Lando, morto per la difesa della Rocca di Ravaldino e di Caterina Sforza, in Romagna nel 1496. Nobile e spavaldo vagabondo, ghost writer in quotidiani economici e di opinione, ama il buon gusto e l'enogastronomia trentina. Da noi ha vissuto e lavorato attivamente per questi settori. Il nickname, affibbiatogli dal grande e indimenticato Augusto Giovaninini , è ancora in uso a Trento da parte dei suoi pochi ma importanti amici.

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2 commenti su “PENSIERO DOMINANTE

  • sandokan

    mi chiedo se in trentino esista un pensiero!
    qualcuno qui sa pensare?
    mi sa che siamo un popolo di eterni mezzadri e bigotti(ora bigotti laici)drammaticamente,psicologicamente sottomessi a chi di volta in volta eleggiamo a governarci.
    i cugini veneti e anche quelli di altre regionii,da secoli foraggiati intellettualmente da università prestigiose e antichissime sanno interpretare la vita e la storia in maniera intelligente.
    forse agli occhi dei turisti appaiamo come una provincia dove tutto è perfetto e funzionale,ma tolte le sovvenzioni da provincia autonoma,cosa saremmo?
    forse generalizzare è sbagliato?non saprei…..non mi interessa!
    penso alle parole in una bellissima canzone di battiato(l’evoluzione sociale non serve all’uomo,se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero!)e penso che abbiamo bisogno di un bagno di cultura…autentica,non acquistata!.

    • il Conte

      Perfettamente d’accordo. In Trentino non si pensa più : alla faccia di Degasperi, F.Piccoli, B. Kessler e i pochi altri – C. Battisti compreso. Domandiamoci : come mai di queste persone non sono mai stati rivalutati i compensi, gli emolumenti ? Penso perchè erano chiari e se qualche marachella l’hanno fatta anche loro, decisamente non è alla pari di quelle nostre, di ieri e di oggi.
      La nostra Autonomia (pluri sovvenzionata ieri dal resto d’ Italia,Sicilia compresa) era basata solo sul tot che ci arrivava e che amministravamo alla meno peggio visto la pioggia di milioni del tempo.
      Negli anni ’90 feci il calcolo che se ad ogni Trentino Doc – me compreso – fossero stati dati 20 milioni di lire anno (compresi i nati di quella notte) c’era ancora tanto denaro per fare strade, meleti, ecc, ecc.
      Oggi siamo così. A riempirci la bocca come migliore Università d’Italia (ma non degli affitti a strozzo per gli studenti !), per il benessere ed educazione tradizionale tramutatasi in una fossa di leoni e lenoni (finalmente arrivano rinforzi in divisa !), a perdere la testa con orsi e lupi e sagre paesane (sempre meno sponsorizzate, mi sembra). Per dire infine che non chiediamo i danni del maltempo offerti a tutte le Regioni dallo Stato, visto che siamo sempre ricchi e poveri de zervèl.
      Caro Sandokan, hai ragione – siamo terra di eterni mezzadri e bigotti ma non solo. Ora anche di perfetti ignoranti, ipocriti, confusi, mondialmente ignoranti e decisamente poveri di inventiva. Ma siamo contenti e va bene così !