È durata poco la prigionia di M49. L’orso ha scavalcato il recinto elettrificato di Casteller a distanza di poche ore dalla cattura. Ora l’ordine governativo è perentorio: sparare a vista. La caccia al fuggiasco è già cominciata.

La dietrologia è facile e già si spreca.
La grande fuga potrebbe essere stata, per così dire, facilitata per giustificare l’abbattimento dell’orso ribelle e sfamare la voglia di vendetta della folla contadina, questa sì inferocita, aizzata da Fugatti e dai suoi collaterali di Coldiretti a cui il governatore aveva già venduto la pelle (dell’orso) in cambio di un pugno di voti.
Oppure a favorire la grande fuga di M49 potrebbe essere stata la disastrosa inesperienza al limite della colpevole faciloneria con cui i servizi provinciali hanno gestito tutta la partita LIFE URSUS. Il caso Daniza docet.
Ma forse, invece, è solo una questione di istinto e di libertà. E quella di M49, allora, è solo una fuga per la libertà. Perchè la libertà è soprattutto una questione di istinto.

Per tutti.

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