Grazie, grazie, grazie. Grazie a il Giornale e grazie ad Antonio Maietta, sommelier dei sommelier italiani, che non cadono nella trappola linguistica e concettuale del TRENTODOC; e correttamente, quando parlano e scrivono, di metodo classico trentino e del territorio da cui nasce, usano l’espressione inappuntabile TRENTO DOC. Mostrando di conoscere la differenza fra una denominazione un brand commerciale da salotto.
Una lezione anche per i commentatori di casa nostra.

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