SONO EMILIANI E ALTO ATESINI I CAMPIONI COOPERATIVI


Sono il Sabiona Sylvaner della Cantina Valle Isarco e il Lambrusco Salamino di S.Croce Secco della Cantina S.Croce di Modena i due “Oscar” del vino cooperativo assegnati quest’anno a Nonantola dal “Gran Premio Nazionale Vino della Cooperazione – Gino Friedmann”

Consegnati ieri a Nonantola gli “Oscar” del vino sociale, assegnati dalla settima edizione del “Gran Premio Nazionale Vino della Cooperazione – Gino Friedmann”. Manifestazione organizzata da “ÆMILIA Storie di territori e di comunità”, associazione culturale per la valorizzazione della storia e del patrimonio culturale del territorio e delle comunità emiliano-romagnole e dedicata al padre della cooperazione vitivinicola del nostro Paese, Gino Friedmann, fondatore (1913) della Federazione Nazionale delle Cantine Sociali. Alla consegna dei premi hanno partecipato la presidente di “Aemilia” Pamela Tavernari, il presidente della giuria di degustatori e esperti di settore, Giorgio Melandri e il sindaco della città, Federica Nannetti.

Ad aggiudicarsi il riconoscimento per i due vini considerati in assoluto di maggior valore: il “Sabiona Sylvaner” della Cantina Valle Isarco e il “Lambrusco Salamino di S.Croce Secco” della Cantina S.Croce di Modena.

Mentre nella categoria riservata ai vino maggiormente fedeli alla tradizione la coppia vincente è stata: il Lambrusco di Sorbara Secco “Omaggio a Gino Friedmann” a fermentazione naturale in bottiglia (Cantina di Carpi e Sorbara) e dall’Abruzzo il Cerasuolo d’Abruzzo “Hedo’s” della Cantina Tollo.

Tra le etichette con rapporto qualità prezzo più interessante, vetta della classifica per il Pignoletto Spumante “Romandiola” di CEVICO (Emilia Romagna) e il Lambrusco di Sorbara secco “Righi” prodotto da Riunite CIV.

Infine, per la sezione dedicata ai vini più rappresentativi del loro territorio vertice del podio diviso tra Caviro con il Trebbiano “Da Vinci in Romagna” e l’abruzzese “Pecorino DOC”, ancora una volta in arrivo da Tollo.

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Informazioni su Tiziano Bianchi

Giornalista e blogger con uno sguardo curioso, e a volte provocatorio, per la politiche agricole, appassionato di vino, animatore di degustazioni fra amici e di iniziative a sfondo enologico è fra i fondatori di Skywine - Quaderni di Viticultura e di Trentino Wine. Territorialista e autoctonista, ma fino ad un certo punto: non nasconde, infatti, la sua passione sfrenata per il Barolo. Un peccato di gola, che si fa perdonare con l'amore, non sempre corisposto, per la DOC TRENTO.

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