Cosimo Piovasco da Bordeaux

Lo pseudonimo collettivo con cui fin dall'inizio sono stati firmati la maggior parte dei post più trucidi e succulenti di Territoriocheresiste. Il nome è un omaggio al protagonista del Barone rampante, il grande capolavoro di Italo Calvino. Cosimo Piovasco, passa tutta la sua vita su un albero per ribellione contro il padre. Da lì, però, guadagna la giusta distanza per osservare e capire la vita e il mondo che scorrono sotto di lui.

Sempre e per sempre Teroldego. È il rotaliano, non solo Doc, a vincerei il rally trentino dei Vinibuoni d’Italia 2020*, aggiudicandosi 7 (su12) “Corone”, il massimo riconoscimento conferito dall’unica guida italiana interamente riservata agli autoctoni; sebbene da qualche anno sia stato inserita anche una sezione dedicata ai vini spumanti. Solo un passo indietro, con la “Golden Star”, altri due vini

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A quindici giorni dall’acquisizione del Gruppo La-Vis, il consorzio di Ravina si ritira dall’Oltrepò. Tre anni fa Cavit era entrata con i piedi pesanti negli affari oltrepadani, acquisendo il 30 % delle quote della prestigiosa, ma decotta, La Versa, con un investimento di poco più di un milione. Un’operazione, condotta sul filo del rasoio per bloccare l’espansione dell’aggressiva Cantina di

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Sotto la vigna di Natale del Trentino quest’anno il vecchio Santa Klaus, sbaragliando tutti i tavoli di infruttuoso lavoro che da anni impegnano Consorzio Vini, ha lasciato il più bel dono che il vino trentino potesse augurarsi: la prima DOCG provinciale (e anche regionale; almeno questa volta i fratelli sudtirolesi sono stati batutti sul tempo). Tuttavia, davvero a sorpresa, lo

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Segnalo una bella iniziativa messa in piedi autonomamente da un vecchio amico del blog: Giuliano Preghenella. Un contadino cooperatore di Roveré della Luna che è stato quasi un pioniere italiano nell”utilizzo della rete come strumento a servizio della viticoltura. Da qualche settimana il nostro contadino digitale ha messo in piedi una minuziosa e ragionata rassegna stampa che ogni giorno segnala

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Quindi, Cantina La-Vis e Cembra Cantina di Montagna dopo 15 anni di successi e di tribolazioni rientrano nell’orbita Cavit. L’accordo è stato firmato venerdì a Milano. Domani sarà presentato a Trento. Ieri la stampa locale ha salutato l’operazione con un surreale titolo d’intonazione encomiastica: “Cavit e La-vis: super nozze”. Più che un super matrimonio, personalmente, invece, giudico questa ulteriore concentrazione

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La campagna assicurativa e mutualistica 2019 si chiude con gli agricoltori che riceveranno oltre 40 milioni di euro direttamente o indirettamente, per le liquidazioni alle cooperative, a ristoro dei danni sulle colture causati principalmente da grandine, gelo, vento e pioggia. Questione aperta per la cimice, che ha causato oltre 7 milioni di danni in provincia. Il 2019 potrebbe essere definito,

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A questo prezzo, 1,19, in bottiglia non avevo ancora visto nulla, ma forse dipende dalla mia distrazione. Poi, però, ho scoperto che il Raggianti Riflessi venduto sugli scaffali di Aldi Italia si è meritato anche 92 punti da Luca Maroni che lo descrive così: “Spettacolare la limpidezza del suo frutto. Non solo al profumo, anche al palato la sua polpa

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Fotoritratto diffuso dall’ufficio stampa di FEM – Istituto Agrario di San Michele: le classi dirigenti dell’agricoltura trentina celebrano la propria decadente fissità in occasione dello scambio di auguri natalizi con la giunta provinciale. Un’immagine iconica che allude involontariamente al ritratto funereo e violento di un’umanità feroce pronta a fare la festa al contadino, che l’ingannatoria retorica delle classi dominanti ha

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Cento quaranta milioni di fatturato prodotti da 6500 ettari di vigneto coltivato da 2200 soci a cui vengono distribuiti compensi per circa 14 mila euro ettaro. È l’identikit della cantinona cooperativa di Soave. Sul settimanale diocesano Vita Trentina di un mese fa, ma mi è capitata in mano solo oggi pomeriggio, il decano dei giornalisti rurali trentini, Sergio Ferrari, nel

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Lo stappi, lo versi nel bicchiere e resti abbagliato da un cromatismo rosa cerasuolo intenso, brillantissimo. Perfino sfacciato. Quasi arrogante. Se chiudi gli occhi mentre quel rosa inebria le pupille, sogni Antibes, gli ombrelloni e le sdraio fantasia di quel mare e di quell’orizzonte dai colori irripetibili. Poi lo assaggi e gli occhi si riaprono, ritrovi la stufa ancora tiepida

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Non ricordo più chi ha detto “rinnovarsi o perire”, ma sia sul blog che sui social pare che siano in tanti ad apprezzare questo costante, serio, sforzo rigenerativo. Tuttavia non è sufficiente lavorare ad una nuova grafica e sforzarsi, con tenacia e ostinata ostinazione, a raccontare il vino e il dietro le quinte del vino: ci vuole anche quel pizzico

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