‘NA BRUTA BANDA

Con tutto il rispetto dovuto per Tom Stevenson, gran guru internazionale degli sparkling wine e gran patron del The Champagne and Sparkling Wine World Championships, mi chiedo sommessamente a chi giova fare di tutta l’erba (vino) un fascio e mettere insieme Lambrusco e Champagne, Franciacorta e Prosecco. Giova alla performance della filiera? All’ego ipertrofico dei produttori? Alla notorietà distintiva dei

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A margine dell’ammissione delle colline del Conegliano e Valdobbiadene fra i beni tutelati dall’Unesco, per non tradire il tradizionale provincialismo altalenante fra autarchia e autoreferenzialismo delle classi dirigenti trentine, lo svettante assessore al Turismo della Provincia di Trento, Roberto Failoni ha dichiarato alla stampa: «… Io ho una sorta di sogno, che mi auguro di vedere realizzato. Quale? Quello che

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Basterebbe il concorso enologico organizzato dalla Fondazione Mach e dedicato, si fa per dire, ai “vini di territorio“, per raccontare esaurientemente il paradosso trentino. La premiazione è avvenuta oggi a Vinitaly, nello stand dell’Istituto Agrario lustrato di fino in vista dell’arrivo della folla dei politici e della loro corte adorante. La presenza concelebrante, accanto al presidente Segrè, anche del neo presidente

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Confesso che sovente me lo chiedo, il perché. Il perché della mia irrimediabile inclinazione critica, che spesso sconfina nell’odio di classe, nei confronti della governance del vino trentino. E non penso solo a Consorzio Vini che, tutto sommato, è un solo ente di paglia. Una testa di legno. Funzionalmente un utile idiota. Me lo chiedo, spesso. il perché di questo

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Ecco qui: come avevo scritto l’altro giorno ora le carte le danno gli altri: i restauratori del settore del Credito. Spunta l’ipotesi Villotti, titola oggi il quotidiano L’Adige. Quindi, se l ‘ipotesi sarà confermata, i banchieri cooperativi avranno un posto in più in Consiglio di Amministrazione, ma soprattutto avranno la delega in Federcasse, che fino ad ora la presidente Mattarei

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Pur provandone orrore, non ho mai temuto, e non temo, le svastiche tatuate e i canti goliardici di Marika Poletti. Di Marika, al contrario, ho sempre apprezzato, e apprezzo, il rigore intellettuale, il radicalismo estremo, la coerenza ideologica. E l’inclinazione all’analisi critica. Tutte qualità di cui il Trentino, Marika o non Marika, ha bisogno. Forse. O, visto come vanno le

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Stesso giorno, stessa ora, stessa GDO, stesso scaffale. Stessa varietà. Trentino vs Alto Adige: 3,40 vs 8,90. I responsabili di questo scempio commerciale, i tycoon industriali e i capataz consortili (i Libera, gli Zanoni, i Patton, i Rigotti), dovrebbero cominciare a vergognarsi. E qualcuno dovrebbe provare, almeno provare, ad incriminarli per vilipendio del Territorio. La politica, invece, dovrebbe cominciare a

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I verdi pascoli del Trentino, gli austeri boschi rendenesi, i paesaggi mozzafiato delle Dolomiti di Brenta, l’autoctona vacca di razza Rendena. Ad accompagnare questa iconografia fortemente identitaria, i riferimenti territoriali espliciti: Trento, Pinzolo e valli del Trentino. Un packaging costruito per trasmettere un’affidabilee suggestione di territorio. Ma il latte, come si legge in etichetta, è latte genericamente “italiano“, senza alcuna

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Ieri sono uscito dalla farmacia con due calendari 2019, gentilmente regalati da due multinazionali dei farmaci: Zentiva e Teva. Rientrato a casa, così per curiosità, li ho sfogliati e ho scoperto che per entrambi il tema dell’agenda mensile sono le ricette di cucina. Quello di Zentiva è firmato addirittura da uno chef stellato: Heinz Beck della Pergola di Roma. Insomma

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Tra la fine del millennio scorso e l’inizio della globalizzazione sull’asse Verona-Brennero erano cominciate le ristrutturazioni anche nel settore vitivinicolo. In Alto Adige la politica confermò la linea rigidamente territoriale intrapresa già all’indomani dello scandalo del metanolo degli anni ’80, quindi bando al vino da fuori, con Cantine Sociali, Tenute e piccole Cantine imbottigliatrici sotto l’unico cappello “Südtirol” integrato da sottozone,

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La prova provata che affidare l’assessorato all’Agricoltura a Mario Tonina, uomo funzionale ai circuiti più reazionari e retrivi della cooperazione trentina (a giugno si era messo di traverso alla candidatura di Marina Mattarei, tanto per dirne una), sarebbe stata una sciagura, lo dimostrano i titoli dei giornali di oggi. Racconta la stampa quotidiana di un Tonina – che assessore all’Agricoltura

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