ASSAGGI

Finalmente uno sprazzo di frizzante buon umore stasera, ad interrompere per un attimo il buio di queste giornate che mi scoprono così spesso con gli occhi umidi e i pensieri fragili. Basta così poco, a volte, per farsi amica la notte. Una semplice pizza condita con le cipolle, desiderata per tutta la giornata con la stessa bramosia intemperante e sognante

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[ Immagine gentilmente concessa da winemag.it ] Il pluralismo è uno degli elementi costitutivi del vino territoriale. Forse il più importante. Di sicuro è imprescindibile. Il pluralismo delle esperienze vinicole radicate dentro il territorio crea valore. valore economico e valore sociale. Un valore progressivo che accresce la qualità e plasma il profilo identitario di un territorio che si arricchisce e

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La continuità ci dà le radici; il cambiamento ci regala i rami, lasciando a noi la volontà di estenderli e di farli crescere fino a raggiungere nuove altezze. (Pauline R. Kezer) Azienda Agricola Longariva, Pinot Nero 1999 Zinzèle Riserva Nel cuore della Vallagarina, Dell’annata 1999 si ricorda come molto siccitosa: ha donato al vino note di severità che solo il

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Buono, davvero molto buono.  Cuvée Pinot Nero – Chardonnay (questo  probabilmente con un passaggio in botte) e affinato sui lieviti per 5/6 anni. Di sicuro un ottimo TRENTO (e udite udite non Trentodoc) di cui da trentini andare fieri e da bevitori essere soddisfatti:  ripetiamo buono, uno spettro profumato ampio; pieno, tondo con un’acidità bassa. Tuttavia resta qualche perplessità valutandone il

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Prodotto dall’azienda agricola Venatoria Tacinaia di Quarrata (Pistoia), piccolo centro che fa parte dell’itinerario enogastronomico della Strada dell’Olio e del Vino del Montalbano sono attirato nel supermarket da questo – ignoto per me – Doc Vin Santo del Chianti del 2016. Lo acquisto con diffidenza, visto il prezzo (5.5 euro) e considerate l’etichetta e contro etichetta spartane dove si dice :

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Lo stappi, lo versi nel bicchiere e resti abbagliato da un cromatismo rosa cerasuolo intenso, brillantissimo. Perfino sfacciato. Quasi arrogante. Se chiudi gli occhi mentre quel rosa inebria le pupille, sogni Antibes, gli ombrelloni e le sdraio fantasia di quel mare e di quell’orizzonte dai colori irripetibili. Poi lo assaggi e gli occhi si riaprono, ritrovi la stufa ancora tiepida

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C’è il Trentino. Poi c’è la Valle di Cembra. Che è il Trentino che vorrei. Il Trentino come lo vorrei. Un topos enologico racchiuso tutto, o quasi, in queste tre bottiglie. Vigna di Cancòr 2015 – Cembra Cantina di Montagna – Trentino Doc:  la perfezione accademica, da manuale, della varietà (Riesling renano). Oro Rosso Dosaggio Zero sboccatura 2019 – Cembra

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