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    2018/11/18 at 12:06 pm
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          2018/11/18 at 7:12 pm
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      2018/11/18 at 12:07 pm
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    2018/11/18 at 7:28 pm
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      2018/11/18 at 7:32 pm
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        2018/11/18 at 8:06 pm
  • From SOCIAL VOX on CONSUMO RESPONSABILE O PRODUZIONE RESPONSABILE?

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    2018/11/18 at 9:52 pm
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      2018/11/19 at 12:08 pm
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        2018/11/19 at 12:09 pm
    • From SOCIAL VOX on CONSUMO RESPONSABILE O PRODUZIONE RESPONSABILE?

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      2018/11/18 at 9:55 pm
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        2018/11/18 at 9:56 pm
  • From silvano magrino on DOC TRENTO NATURE TONINI: IL PARADISO NELLE PICCOLE COSE

    da galileo in poi, la scienza moderna esige la ripetibilità dell’esperimento per confermare la regola.
    ci sono tanti bravi produttori che da anni sfornano ottimi prodotti e che non hanno goduto da subito di tanta gloria…….meditiamo

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    2018/11/19 at 7:44 am
  • From il Conte on CONSUMO RESPONSABILE O PRODUZIONE RESPONSABILE?

    Storia infinita. Il fresco referente, la curia benedicente e l’appello: consumiamo in casa e attendiamo i turisti ai mercatini di Natale, in estate nelle varie beautiful stage.
    L’economia circolare – per chi ha studiato un po’ di economia – è un toccasano per le produzioni e territori poveri, perché è solo legge dello “scambio”. Io do a te e tu dai a me.
    Però chi produce di più, ha produttori e imprese con in magazzino quello che si deve necessariamente commercializzare fuori dal proprio territorio – che fare ?
    Seguire solo la nuova rivoluzionaria, benedetta omelia : vino, carne salda, latte e mele per tutti. Comprando, si intende.
    Ovviamente solo i prodotti del territorio Trentino !
    Lidl, Eurospin, Poli al rogo …. Basta pesce dell’Adriatico ma solo salmerini e trote di Storo, solo cavolfiore di Gresta anziché radicchio rosso di Treviso, ecc. ecc. Non vi dico cozze e vongole veraci.
    Martin Lutero non metterebbe più le sue “tesi” sulla porta di una chiesa ma farebbe un bel social network per qualche like.
    Il Concilio di Trento fermò il protestantesimo alle porte con grandi feste, Bernardo Clesio se la spassava a Toblino, gli strangolapreti avevano la brugna dentro e le fontane mandavano vino – era l’iper produzione del tempo patrocinata dalla vendita contestata delle indulgenze. Quasi un consorzio di oggi.
    Oggi dobbiamo essere più indulgenti e caritatevoli: quindi Orzet e luganega per tutti i trentini doc.
    E a gogo per chi ci viene a trovare. Ovviamente

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    2018/11/19 at 2:12 pm
    • From Tiziano Bianchi on CONSUMO RESPONSABILE O PRODUZIONE RESPONSABILE?

      Come capita spesso, anche questa volta faccio fatica seguire il filo del tuo ragionamento, Conte. Puoi spiegarti meglio, grazie?

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      2018/11/19 at 4:17 pm
      • From il Conte on CONSUMO RESPONSABILE O PRODUZIONE RESPONSABILE?

        La sintesi dei miei alti voli storici e’ una sola : parole, parole, parole.
        Sempre e solo parole.
        Speriamo in dio Bacco !

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        2018/11/19 at 6:09 pm
        • From giuliano fago golfarelli on CONSUMO RESPONSABILE O PRODUZIONE RESPONSABILE?

          Eh già … pare che il carosello sia iniziato.
          https://www.ildolomiti.it/politica/2018/ghezzi-a-fugatti-lei-ha-diffuso-una-falsa-notizia-decenza-politica-vorrebbe-che-si

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          2018/11/19 at 6:16 pm
  • From dominique on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

    ” nefasta e funeraria ipotesi” ma necessaria per la sopravvivenza della cantina di Lavis. A quanto sembra con i debiti che ha difficilmente riuscirebbe ad andare avanti e remunerare le uve ai soci…

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    2018/11/20 at 5:54 pm
    • From Angelo Rossi on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

      Messa così sembra una soluzione obbligata, semplice e pure tranquillizzante per i soci. È quello che avrà pensato anche Tonina. La realtà è ovviamente più complessa e riserva “ipotesi nefaste e funerarie” per tutto il mondo vitivinicolo trentino senza un’analisi più seria e la fissazione di obiettivi chiari per tutto il territorio. E poiché è impensabile ridurlo – alla fine del processo – tutto sotto un unico brand andando la via maestra in direzione opposta, vale la pena approfondire bene, magari in una “giornata vitivinicola trentina” di cui da anni si sente la mancanza, ma che da anni ci riserva più disastri che successi. È un modesto consiglio che potrebbe essere colto dal nuovo assessore all’agricoltura.

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      2018/11/20 at 8:55 pm
      • From Adamo on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

        Quanto negativismo! Lavis con questa operazione non va mica a sparire, anzi è più probabile che andrebbe a sparire non facendola. In Cavit ci sono cantine più industriali e altre più territoriali come Mezzolombardo Trento e Toblino, quindi non si deve essere pessimisti a tutti i costi. Purtroppo la gente non è mai contenta e se Cavit non si fosse mossa per salvare Lavis sarebbe stata criticata per quello, qualunque cosa si fa in Trentino solo critiche si prendono…Poi ovvio ci sono complicazioni negative tipo quelle del personale, ma si è sempre detto tutti anche su questo blog che tre poli vinicoli per il Trentino erano assurdi quindi prima o poi doveva succedere che uno saltasse

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        2018/11/21 at 5:34 am
        • From Angelo Rossi on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

          Intendiamoci: bando a negativismo e pessimismo, sforziamoci di stare realisti, ma con un orizzonte che vada oltre LaVis/Cavit. E questo perché se l’operazione andasse in porto coinvolgerebbe equilibri/squilibri del sistema. Come dire: non è tanto lo “scontato” rientro di LaVis in Cavit il problema, ma piuttosto il “come” tutto ciò possa avvenire e con “quali” effetti collaterali. Una questione che va gestita pertanto ai più alti livelli della politica, evitando di ridurla a mera e inevitabile conseguenza della malagestio passata. Se non sarà così, negativismo e pessimismo tornerebbero legittimati.

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          2018/11/21 at 9:55 am
          • From Adamo on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

            Suvvia signor Rossi, siamo seri, non stiamo a raccontarci favolette. E’ inutile continuare a pensare alla Lavis che era negli anni 90, una favolosa realtà che faceva qualcosa di veramente diverso nel panorama cooperativo. Adesso è una cantina industriale che fa (anche) le sue bottiglie come tante altre cantine. Niente di che, niente di particolare. Anzi, negli ultimi anni si dice che le partite migliori di questa cantina siano finite in altre cantine limitrofe per fuga di soci, causa scarsissime remunerazioni delle uve. Quindi finiamola di parlare di chicca, realtà unica, produzioni di superqualità ed altre favolette. Quindi finiamola di pensare che sia un qualcosa di diverso e migliore di Cavit o Mezzacorona. Quindi finiamola di pensare che sia incompatibile una fusione con realtà di questo tipo. Forse prima di entrare nel mondo industriale tramite Girelli era così, ora non più. Mi sembrate uomini che si trovano tra le mani una donna di bellezza sforita e continuano a struggersi ed a pensare come questa donna era bella 20-30 anni prima. Altra cosa: non si è detto più volte su questo blog che la politica deve restare fuori delle cantine, cosa su cui sono perfettamente d’accordo. Ed adesso invece si invoca l’intervento dell’assessore(a)? Un po’ di coerenza non guasterebbe. Comunque complimenti perchè si riesce ad avere un confronto anche se si è su posizioni diverse, è un bel sito, peccato solo che ultimamente si stia trasformando in una pagina facebook ma tant’è , si vede che va bene così. Saluti Adamo

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            2018/11/21 at 11:50 am
            • From Cosimo on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

              Adamo, la ringrazio per le sue stimolanti considerazioni. Che mi permettono di chiarire un po’ di cose, che forse in passato ho sempre date per scontate.
              E per il momento lascio da parte la questione Cavit/La Vis, su cui magari tornerà in maniera più completa l’amico Angelo.
              Lei ci fa notare che un giorno invochiamo l’intervento della politica e l’altro, al contrario, ne auspichiamo la distanza e la neutralità.
              Personalmente, ma credo di interpretare anche il pensiero di Angelo, ho sempre criticato l’eccessiva confidenza fra politici e cantine, fra amministratori pubblici e consigli di amministrazione. Ho criticato e considerate dannose e fatali queste connivenze e queste contiguità. A suo tempo ne fece le spese, e ne sta pagando ancora il conto, per esempio, la La Vis, allora considerata la cantina di Lorenzo il Magnifico.
              Ma denunciare questo grumo di cointeressenze, questo consociativismo fra politica e economia cooperativa – che si fonda (va) sullo scambio mercantile del consenso – è cosa diversa dal rivendicare per la politica un ruolo di orientamento, di programmazione. Di strategia.
              Spetta o non spetta alla politica scegliere verso dove deve andare, per esempio, l’agricoltura del Trentino? Come del resto fa in altri campi, per esempio quello industriale. Spetta o non spetta alla politica decidere a quale modello di economia si deve ispirare un territorio (che è bene di tutti, non solo degli agricoltori; anche di chi ci vive, anche di chi ci respira dentro, anche di chi fa turismo, anche di chi costruisce macchine utensili per la filiera, anche di chi apparentemente è lontano dal broccolo di Torbole o dal Vino Santo di Toblino,anche di chi è astemio)? Spetta o non spetta alla politica dire quale Trentino vuole, se un Trentino che si ispiri, lo dico per semplificazione,all’Alto Adige o alla Valpolicella, ma anche a Bardolino, o piuttosto al profilo industriale lombardoveneto (e comunque ci sarebbe da dire molto, e forse anche da imparare, sulla ricchezza e sul pluralismo produttivo dei lombardo veneti)? Su queste cose, credo, sia legittimo chiedere il punto di vista della politica (che infatti un punto di vista lo ha espresso anche sulla vicenda Cavit/Lavis: l’Assessore Tonina ha detto la sua). Ed è chiaro che da un’opzione di modello discendono molte conseguenze. Se, per esempio, consideriamo adeguato al Trentino un sistema agricolo industriale orientato ai mercati esteri, allora l’incorporamento della La Vis e la riduzione dei poli (da tre a due, e in futuro probabilmente da due a uno) risultano passaggi naturali e persino fisiologici. Se questa è l’impostazione ha ragione Tonina. Se invece si considera utile cambiare verso, se la politica lo considera utile, allora anche l’ipotesi di incorporamento risulta rischiosa e controproducente: perché riduce ancora di più il pluralismo nella gestione delle denominazioni, perché impone ancora di più un pensiero unico, e non da ultimo, per esempio, perché, ed è facile prevederlo, apre le porte all’obbligo del conferimento totale del prodotto semilavorato. Su queste cose la politica può dire come la pensa e agire di conseguenza? Io penso di sì. Anzi penso sia il compito precipuo della politica. Tonina, del resto, come la pensa lo ha detto. Ora aspettiamo la voce dell’assessore Zanotelli e magari quella del governatore.
              Un’aggiunta: l’altro giorno Martin Foradori (Hofstätter), in un’intervista all’Ansa, trovava il modo di dire cose molto interessanti circa le prospettive del modello Alto Atesino. Parlava di zonazioni, di microzone (77) e di nuovi disciplinari da approvare entro febbraio e tirava in ballo apertamente la politica. Oltre a dichiarare di vendere l’80 % del suo vino sul mercato domestico. In Trentino si va, invece, nella direzione opposta. Entrambe le strade sono legittime, per l’amor di dio. Ma sono diverse. E credo che la politica trentina abbia il dovere di dire quale vuole prendere.
              Saluti e ancora grazie per i suoi stimolanti commenti.

              ps: ha ragione c’è sempre più fb nei commenti a questo blog, e personalmente ne farei volentieri a meno. Ma i lettori preferiscono commentare sulla piattaforma social (forse perché è più comodo, forse perché garantisce maggiore visibilità) e ne prendiamo atto…

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              2018/11/21 at 3:02 pm
              • From Angelo Rossi on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

                Certo che bisognerà tornare sulla questione LaVis/Cavit, ma con un post apposito perché vedo che sintetizzando qui si rischiano facili fraintendimenti e la sensazione è che si sia buttata la palla in tribuna invece di rispondere a tono. Non mi sono mai permesso di esprimere giudizi sull’attuale situazione di LaVis anche se concordo in parte con quanto sostenuto da Adamo. Ho scritto che la questione trascende il mero rapporto LaVis/Cavit, interessando potenzialmente tutto il sistema. Discende da ciò il diritto/dovere di interessarsi, discutere, approfondire e infine decidere. E ringrazio Cosimo per aver chiarito una volta di più che il compito d’indirizzo, coordinamento e controllo del nostro sviluppo economico sta in capo alla Giunta Provinciale, giusto il dettato dello Statuto d’Autonomia.

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                2018/11/21 at 7:06 pm
                • From Adamo on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

                  Buongiorno signor Rossi e signor Cosimo, effettivamente il vostro ragionamento è più ampio e spazia su tutto il sistema vitivinicolo trentino. Io invece mi ero limitato a concentrarmi su quello che era l’argomento di discussione, cioè il rientro di Lavis in Cavit. Volevo solo dire che la Lavis di oggi e la Cavit fanno seppur in misura diversa le stesse cose, quindi sono secondo me compatibili di fusione. Se una volta sarebbe stato mescolare mele e pere, oggi si parla di mele e mele, magari di calibro o colore diverso ma sempre mele sono. Sono due cantine industriali, Lavis non è più una eccezione nel panorama trentino in quanto ad oggi molte cantine la hanno avvicinata o superata come qualità dei prodotti, quindi non è più una ”specie protetta” da tutelare ad ogni costo, soprattutto sulla pelle dei contadini che a causa di questa scelta di resistenza ed indipendenza vedono negli ultimi anni remunerazioni a picco, ben lontane da quelle delle cantine Cavit. Questo è il mio punto di vista e non pretendo che sia applaudito o condiviso. Saluti Adamo

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                  2018/11/22 at 5:33 am
                  • From Cosimo Piovasco di Rondò on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

                    Il suo Adamo, è un punto di vista che apprezzo e che condivido. Ed è vero non si può chiedere ai contadini di fare la fame per pagare gli errori dei manager del passato.
                    Quindi capisco il suo punto di vista. E se la sola strada per garantire loro un riscatto decoroso è l’incorporazione in Cavit: incorporazione sia. Tanto, come dice lei, la produzione, salvo qualche linea che ancora resta, è molto standardizzata anche in La Vis.
                    Tuttavia, mi permetta di introdurre una variabile: forse questa non è la sola strada praticabile. Forse ce ne è un altra. Molto ipotetica, tutta da verificare e tutta da costruire. Certo avrebbe bisogno di una benedizione della politica, che finalmente avrebbe modo di fare una scelta chiara di sistema e di modello.
                    E ora svelo il segreto di pulcinella. Delle trattative fra i due gruppi si parla non da ieri ma da molti mesi. Ad un certo punto, in alcuni ambienti del primo grado Cavit, parallelamente però si è cominciato ragionare attorno ad una prospettiva nuova: la costituzione, insieme a La Vis, di un terzo polo marcatamente dedicato al vino territoriale. Questa ipotesi di lavoro prevedeva, e nei giorni della bocciatura di Lutterotti, ad inizio ottobre, si era fatta molto meno astratta, prevedeva, dicevo, una scissione nell’arcipelago Cavit. Ovvero la fuoruscita dal consorzione di Toblino, della Rotaliana, di Trento – e in prospettiva, sistemate le grane giudiziarie, anche di Colli Zugna -, ovvero delle cantine che oggi appaiono meno dipendenti dal secondo grado e più libere. Le stesse che temono la trasformazione di Cavit in gruppo unico di acquisto e l’imposizione dell’obbligo del conferimento pressoché totale del semilavorato. In questo scenario si inseriva (o si inserirebbe) anche un ruolo da protagonista per la La Vis. Fantapolitica e fantaenologia? Non tanto: nel dietro le quinte del primo grado cooperativo di questa cosa si parla ancora. E’ chiaro che un’accelerazione dell’incorporazione farebbe tramontare ancora prima di nascere questa ipotesi di terzo polo con ambizioni marcatamente territoriali. Poi possiamo discutere se di questo ci sia bisogno oppure no. Se il Trentino meriti di essere appiattito sulla viticoltura industriale standardizzata. E su quelle 4 bottiglie di Doc Trento (che sono meno del dieci per cento del patrimonio viticolo provinciale). Poi possiamo discutere se si crea più valore complessivo (e non solo diretto per i contadini ma complessivo, ed è per questo che la politica a cui compete un compito di indirizzo e di strategia secondo me dovrebbe intervenire), applicando all’agricoltura esclusivamente modelli di produzione industriale che si esprime necessariamente, vista anche la scarsità relativa ma oggettiva di materia prima provinciale, in forme monopolistiche. O se si crei più valore (complessivo, ma anche diretto) cercando di orientarsi verso un’agricoltura territoriale e plurale. Ne possiamo discutere. La mia opinione, si sarà inteso, collima con la seconda ipotesi (e sono pronto anche a portare numeri e riscontri comparativi). Ma, appunto, ne possiamo parlare. E ne deve parlare soprattutto la politica. Di maggioranza e anche di opposizione (ma gli attuali oppositori non credo ne abbiano voglia: o almeno non ne avevano voglia fino a quando, ovvero questa mattina, avevano le redini in mano).

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                    2018/11/22 at 9:42 pm
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    2018/11/20 at 7:23 pm
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      2018/11/20 at 7:24 pm
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        2018/11/20 at 7:25 pm
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      2018/11/20 at 7:26 pm
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        2018/11/20 at 9:04 pm
  • From SOCIAL VOX on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

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    2018/11/20 at 7:26 pm
    • From SOCIAL VOX on GIULIA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

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      2018/11/20 at 7:27 pm
  • From Georg on FUSIONE CAVIT - LA VIS? IL BACIO DELLA MORTE

    Visto come liquidano sarebbe bella una fusione anche con S Michele Appiano. Così tanto per…

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    2018/11/24 at 8:17 pm
  • From Matteo Gottardi on FUSIONE CAVIT - LA VIS? IL BACIO DELLA MORTE

    Finalmente una lucida e chiara analisi di sistema per i contadinacci ignoranti come me. Finalmente. Credo che se uno legge questo, alla luce di quel che succede al mondo, possa facilmente comprendere le robe. E indignarsi, quando occorre. Cioè spesso.

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    2018/11/24 at 8:27 pm
  • From il Conte on FUSIONE CAVIT - LA VIS? IL BACIO DELLA MORTE

    Zanoni che fine ha fatto ?
    Probabilmente sta giocando a bocce con gli acquarolisti di Mori/Coni Zugna.
    Certo non in Veneto e neppure in AA.
    Casa Girelli era un significativo investimento, totalmente sconfessato dalla politica del “mi son mi”.
    Qui ci vogliono Commissari Speciali e non “vedette” sponsorizzate, applaudite e poi mollate. Quasi sempre tardi !
    E Mellarini ? Dalle foto nelle vigne dopo le grandinate, ai VVFF, agli sci.
    Forse perchè la vitivinicultura trentina è un grande slalom in discesa libera.
    Fatto di bolle e bollicine per tutti ……

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    2018/11/25 at 5:05 pm
  • From giuliano fago golfarelli on FUSIONE CAVIT - LA VIS? IL BACIO DELLA MORTE

    Armonica come al solito la suonata a 4 mani di Angelo e Tiziano.
    Ma mancano molti dettagli importanti e scottanti della storia non solo di Lavis ma anche di tutto il resto.
    Grappa del “Tridente” compresa.

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    2018/11/25 at 5:12 pm
    • From Tano on FUSIONE CAVIT - LA VIS? IL BACIO DELLA MORTE

      Resto in trepida attesa, Giuliano: raccontaci..tu i pezzi scottanti e mancanti.

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      2018/11/26 at 9:02 pm
      • From giuliano fago golfarelli on FUSIONE CAVIT - LA VIS? IL BACIO DELLA MORTE

        Anch’io sono in trepida attesa : Tiziano, raccontami prima tu su Zanon, Mellarini e aquaenologhi.
        Così si ricomincia ….. Per non dimenticare.
        Bollicine per tutti –
        Con le Spagnole ? Certo a furia di guardarsi le scarpe si dimentica il resto.
        Da tempo auspicavo incursioni del blog nella GDO con marchi e prezzi. Benissimo.
        Chiarisco utili anche per i trentini non cooperativi e a favore dei vignaioli di nicchia, delle vendite in cantina, dei mercatini di Natale ecc. ecc. ecc. Si chiama marketing di settore e in economia chi non ci sa fare non deve necessariamente finire nelle corsie di CRI-CAVIT, a prezzi di minimo realizzo.

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        2018/11/28 at 2:37 pm
        • From Tano on FUSIONE CAVIT - LA VIS? IL BACIO DELLA MORTE

          Sai una cosa Giuliano: siccome sono un uomo insicuro, ho pensato che la mia difficoltà di comprensione dei tuoi ragionamenti possa dipendere da me. Per questo l’altro giorno ho chiesto aiuto al comune amico Angelo, che ti conosce da più tempo di me, pensando mi potesse venire in soccorso. Ma niente, neppure lui riesce più a starti dietro…. insomma ..alzo (iamo) bandiera bianca

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          2018/11/29 at 4:42 pm
          • From giuliano fago golfarelli on FUSIONE CAVIT - LA VIS? IL BACIO DELLA MORTE

            Hai/avete ragione. Anch’io alzo bandiera bianca.
            Per favore cancellatemi dagli “autori”. Perché tanti e poi tanti non ci sono: sono solo dei silenziosi fans.
            Stavolta non vi disturbo davvero più, soprattutto gratis.
            Del vino trentino conosco bene solo la parte commerciale e i personaggi. di ieri e i nuovi residuati di oggi. Del Veneto e Alto Adige, poco.
            Grazie amici miei del 1° Blog – tutto è stato molto divertente ma anche istruttivo.
            Giuliano

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            2018/12/02 at 2:56 pm
    • From giuliano fago golfarelli on FUSIONE CAVIT - LA VIS? IL BACIO DELLA MORTE

      Scusate, dimenticavo ,
      La-Vis, la Vallagarina non paga!
      Cosimo Piovasco di Rondò  dicembre 18, 2014 COMUNICATI STAMPA / COPERTINA
      Sante parole senza commento.

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      2018/11/25 at 5:23 pm
  • From Cooperatore Dissidente on FUSIONE CAVIT - LA VIS? IL BACIO DELLA MORTE

    Complimenti Angelo e Tiziano, questo pezzo vi ha fatto meritare una menzione nella rassegna stampa della Federazione delle Cooperative. Non so se sono cambiati loro o se siete cambiati voi. Ma a me sembra anche questa una bella notizia!
    Bravi!
    https://infojuice.media/permalink/StwKeEB#

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    2018/11/26 at 8:21 pm
  • From Stefano Ferroni on BERE SPAGNOLO (E ABBASTANZA BENE) A 2,99 EURO. DA LIDL

    Sono andato a cercarlo in un Lidl ma non l’ho trovato. Riproverò.

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    2018/11/27 at 9:46 pm
    • From Tano on BERE SPAGNOLO (E ABBASTANZA BENE) A 2,99 EURO. DA LIDL

      vieni su…a trovarmi…che qui se ne è fatta scortissima!

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      2018/11/27 at 10:04 pm
  • From SOCIAL VOX on BERE SPAGNOLO (E ABBASTANZA BENE) A 2,99 EURO. DA LIDL

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    2018/11/27 at 10:34 pm
    • From SOCIAL VOX on BERE SPAGNOLO (E ABBASTANZA BENE) A 2,99 EURO. DA LIDL

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      2018/11/27 at 10:34 pm
      • From SOCIAL VOX on BERE SPAGNOLO (E ABBASTANZA BENE) A 2,99 EURO. DA LIDL

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        2018/11/27 at 10:39 pm
  • From sandokan on BERE SPAGNOLO (E ABBASTANZA BENE) A 2,99 EURO. DA LIDL

    tiziano nel tuo scritto ti è scappato un “cosa nostra”al posto di “casa nostra”…….w freud!

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    2018/11/28 at 1:29 pm
    • From Tano on BERE SPAGNOLO (E ABBASTANZA BENE) A 2,99 EURO. DA LIDL

      Giuro sulla testa del mio cane che non ci fu dolo! Fu refuso… o lapsus… ma non doloso.
      …comunque grazie….ho corretto…!

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      2018/11/28 at 7:47 pm
    • From il Conte on BERE SPAGNOLO (E ABBASTANZA BENE) A 2,99 EURO. DA LIDL

      Freud, Jung o la pace di Villafranca?
      All’autore l’ardua risposta.
      Per Bacco.

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      2018/11/28 at 2:41 pm
  • From giuliano fago golfarelli on BERE SPAGNOLO (E ABBASTANZA BENE) A 2,99 EURO. DA LIDL

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    2018/11/28 at 2:53 pm
  • From il Conte on NATALE IN CANTINA A LAVIS

    Un programma davvero mozzafiato !
    Mancano solo Casa Girelli e Villa Cafaggio per gli ultimi botti di capodanno.

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    2018/12/05 at 4:39 pm
  • From il Conte on SAN MARTIM, DESTINAZIONE PARIGI

    Basta che non lo sappiano i gilet gialli.
    Forse al consolato … non vedono fuori dalla finestra di domani.
    Poi, a Parigi c’è anche una Ambasciata d’Italia.
    Forse non è proprio momento di panettoni e vendemmie tardive.
    Ad ogni modo… in bocca alla France !
    Forza >Diatec.

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    2018/12/07 at 8:14 pm
  • From il Conte on IL GRANDE LIBRO DEI VINI DOLCI D'ITALIA

    Vini dolci e Vin Santo Trentino.
    Possa sapere la differenza ?
    E’ presente anche il Passito di Pantelleria ?
    Quello venduto al supemarket a 7.15 euro/ (Passito Dop 2016-Pellegrino 1880/Marsala)

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    2018/12/07 at 8:26 pm
  • From il Conte on SAN MARTIM, DESTINAZIONE PARIGI

    http://www.msn.com/it-it/video/notizie/gilet-gialli-scatenati-parigi-a-ferro-e-fuoco/vi-BBQGiBJ?ocid=iehp
    Tutti fanno promozione … – 8 dic – h 22.14

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    2018/12/08 at 9:20 pm
  • From il Conte on 2018: ANCORA APE MAIA PER TUTTI

    APE MAIA: NESSUNO SE L’INCULA. TRANNE IL TRENTINO

     sante parole : Cosimo Piovasco di Rondò Feb 4, 2018 COPERTINA / OLD FARTS

    Infatti — Confermando il percorso virtuoso iniziato nel 2016 e proseguito nel 2017, (da comunicato stampa per la festa di Santa Lùzia !) tutto bene sul fronte orientale.
    Nel frattempo pare che vino e mele siano arrivate a – 6% rispetto allo scorso anno.
    La campagna promozionale che risultati ha dato ?
    E’ volata forse con l’ape Maia su altre vigne ?

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    2018/12/12 at 4:24 pm
  • From alvise sonador on 2018: ANCORA APE MAIA PER TUTTI

    “la nave affonda e l’orchestrina continua a suonare”

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    2018/12/13 at 7:10 am
  • From Tiziano Bianchi on 2018: ANCORA APE MAIA PER TUTTI

    se volete farvi un’idea della diffusione di questo marchio e dell’impatto (insignificante) che ha avuto sul settore vino nazionale, qui ci sono i numeri (e i nomi) aggiornati al 2017. Buona lettura.
    https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17815

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    2018/12/13 at 2:43 pm
    • From il Conte on 2018: ANCORA APE MAIA PER TUTTI

      Leggendo i dati pubblicati dal blog, si prova un brivido che non è di piacere.
      E non si capisce neppure il contenuto del comunicato stampa.
      Mi soffermo però sul fatto che chi si interessa a queste problematiche, da alcuni anni,
      è soggetto a fenomeni tricotomici di un certo rilievo.
      Colpa delle vigne o di naturale esfoliazione da stress territoriale ?
      I Lombardi hanno questa canzonetta popolare che – non so perché – mi è venuta subito in mente :

      Crapa Pelada l’ha fà i turtei,
      ghe ne dà minga ai sò fradei.
      Oh! Oh! Oh!
      I sò fradei fann la fritada,
      ghe ne dann minga a Crapa Pelada.
      Oh! Oh! Oh! Oh!

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      2018/12/15 at 12:54 pm
  • From ruggero on VOLANO LE TERRE DI CEVICO

    Buon giorno .
    Scusa Tano:
    1.600.000 quintali uva divisi per 7.000 ettari =
    228,371 q.li/he (non pochi )
    1.600.000 q.li uva = 1.120.000 bottiglie (0,75) circa
    arrivare a 100.000.000 di bottiglie occorre acquistare (molto).Forse proprio cooperativa pura non è .
    cavit docet ?

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    2018/12/15 at 2:01 pm
  • From MichaelCheam on VOLANO LE TERRE DI CEVICO

    Hi Good news ! an interestingoffering
    To qualify click on the link below

    http://bit.ly/2PtWImw

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    2018/12/15 at 2:03 pm
    • From il Conte on VOLANO LE TERRE DI CEVICO

      Pls check you for a bubble girl and do’nt disturb here.
      We love drinks, happenings and real women full of bubbles of TrentoDoc, obviously.
      By by, Mikey Trap

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      2018/12/15 at 5:52 pm
  • From Tiziano Bianchi on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    Ha ragione. Il commento deve essere rimosso. Ora provvedo.

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    2018/01/27 at 11:29 am
  • From Adamo on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    Signora o signorina che Lei sia, io starei attento a scrivere certe cose, anche perchè ci potrebbe scappare una querela o una denuncia. E’ così sicura che nelle altre cantine si faccia quella che Lei definisce ”contraffazione”? E’ così sicura che nelle altre cantine ci siano serbatoi di acqua spacciati per vino? Bene, allora vada in procura e denunci il tutto facendo nomi e cognomi. Altrimenti è meglio stare zitti, non crede? E forse sarebbe anche meglio che certi commenti gratuitamente denigratori non venissero neanche pubblicati, un po’ di controllo in più su quello che viene scritto non guasterebbe. Oppure va bene che per difendere qualcuno venga vergognosamente fatta passare la linea del ”così fan tutti”?

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    2018/01/27 at 5:32 am
  • From Bruno Bolognani on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    Grazie per la precisazione

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    2018/01/26 at 7:16 pm
  • From Tiziano Bianchi on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    Si è vero. Mediamente si. Però direi che molto dipende dai giornalisti, non dai giornali. Personalmente l Adige non ha mai condizionato i miei approfondimenti su questi temi. Se poi guardiamo ai giornalisti di settore, di questo settore, devo ammettere che si tratta di un umanità spesso pavida. E Spesso collaterale al sistema delle tartine.

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    2018/01/26 at 6:49 pm
  • From Bruno Bolognani on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    I quotidiani locali mi paiono molto più timidi per le inchieste autonome

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    2018/01/26 at 4:22 pm
  • From Bruno Bolognani on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    Caro Tiziano hai ragione nel personale. Ho commentato estendendo la valutazione in generale andando fuori tema principale. Ricordo, per la carta stampata, le inchieste di QT per le vicende della cantina Sociale di Lavis.

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    2018/01/26 at 4:21 pm
  • From Tiziano Bianchi on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    Bruno Bolognani.. Perdonami ma questo non puoi dirlo a me che da anni seguo queste cose con meticolosità che molti mi rimproverano sino a togliermi il saluto. E anche altro.

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    2018/01/26 at 4:02 pm
  • From Tiziano Bianchi on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    Poiu tieni conto che il direttore è stato allontanato a settembre e in quei giorni si stava cominciando a vinificare la roba nuova.

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    2018/01/26 at 3:29 pm
  • From Tiziano Bianchi on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    Si tratta dinpichi ettolitri che erano in legno. Ma che si può sistemare ancora.

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    2018/01/26 at 3:26 pm
  • From Giacomo Widmann on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    No dai … le perquisizioni a enologi direttori mediatori ecc ecc sono dell’altro giorno ! … i giornali parlano di acqua nei serbatoi da mesi 😏 … l’unica critica che si può fare è il pezzetto di oggi sul vino andato a male … a quello non credo, perché un cantiniere con un minimo di amor per il lavoro lo avranno ben spero … e le vasche saranno per forza colme e solfitate … Magari non saranno eccezionali ma non da buttare 😏

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    2018/01/26 at 3:09 pm
  • From Bruno Bolognani on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    Peccato che i giornali locali arrivano sempre dopo la magistratura e sotto l’ombra della stessa. Nessun servizio d’inchiesta giornalistica da molti anni, in generale, non solo sul tema vino

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    2018/01/26 at 2:30 pm
  • From Tiziano Bianchi on MORI COLLI ZUGNA: I NAS METTONO IL NASO NELLA SPORCA FACCENDA DEL VINO TRENTINO

    almeno su questo fronte, cara silvia, mi sento molto tranquillo con la mia professionalità: sono anni che indago e scrivo sulle sporche faccende del vino trentino. e forse questa è la meno grave di tutto, almmeno dal punto di vista del sistema.

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    2018/01/26 at 1:35 pm

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