SEGUIRABRINDISI DA ALDI (CON PROVINCO)

Un po’ perché la catena Aldi è appena sbarcata in Trentino (Rovereto e Trento) e un po’ perché il fornitore ufficiale dei vini sullo scaffale del discount tedesco è la roveretana Provinco (in combinazione con Giordano Vini attraverso Italian Wine Brands), insomma uno dei più importanti player internazionali del vino da supermercato.
Ecco è per questo che suggerisco la lettura – che poi è anche una buona guida all’acquisto per chi in zona voglia bere un bicchiere senza svenarsi, anzi andando proprio al risparmio ma senza avvelenarsi e talvolta anche con soddisfazione – dell’approfondita analisi di Davide Bortone su www.vinialsupermercato.it.
E infine, ma questo conta poco, perché alcuni di questi vini li ho assaggiati anche io e mi sono ritrovato in perfetta sintonia con Bortone (e invece assai poco con l’autorevole sensorialista Luca Maroni che ha recensito i vini per Aldi con punteggi a mio modo di vedere discutibili). I vini che ho assaggiati i sono stati un pessimissimo TRENTO DOC Brut Pentagono buono forse solo per il lavandino, un gustoso, soprattutto per il prezzo sotto i due euro, Grillo di Sicilia e un soddisfacente Maremma Toscana Doc Rosso.

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25 Comments

  1. Trentino In Fuga

    Potenza di una recensione negativa. Quel Trento doc Pentagono viene segnalato così cattivo (”buono per il lavandino”) che mi è venuta voglia di berlo, così per capire quanto livello di schifezza fa e chi lo mette in bottiglia. Oggi passo da Aldi a Trento Nord spero di trovarlo. E’ vero il modo di dire ”parlatene male ma parlatene”

    • Ma come…sei ancora a Trento nord?… Ma non eri in fuga?….
      Comunque, di solito non parlo mai male dei vini. Se un vino non mi piace semplicemente non ne scrivo. ho fatto un’eccezione questa volta, perché ormai la piccolissima denominazione trento ha raggiunto livelli medi di grande qualità, anche nelle versioni base E non mi aspettavo di trovare in giro una cosa a cosi anonima, una specie di acqua minerale con la spuma fra l’altro ad un prezzo di 7 euro. Sette euro che non sono gran cosa per un M.C., questo è vero, ma a quel prezzo a volte si trovano mc anche trento godibili, penso per esempio al Rotari che spesso in zona promozioni si trova anche a meno, che non sarà un gran trento ma che almeno si fa riconoscere come m.c. . Comunque aspetto tua valutazione. Magari ho preso io un granchio…di quelli seri e di cui chiedere scusa.

      • Trentino In Fuga

        Con la testa sono in fuga tutti i giorni e tutte le ore. Purtroppo per motivi pratici (tengo famiglia) e per motivi caratteriali visto che sono il tipico trentino che chiacchiera tanto ma non conclude mai non me ne vado. O non me ne posso andare a seconda di come la vedi. Per andarsene ci vogliono le palle e invidio chi ha il coraggio di mollare tutto, ma io purtroppo quelle palle non le ho. Perciò continuo a fare la mia vita da pecora basata sulla rutine ordinaria e quotidiana fatta di lamenti e rimpianti. Aspettando un domani migliore che non arriverà mai, perchè sarei io che lo dovrei cercare da qualche altra parte. Le occasioni bisogna crearsele, non piovono dal cielo. Intanto oggi vado alla Aldi se arrivo…

        • Comunque, dopo il tuo commento mi sono venuti un po’ di scrupoli e mi sono fatto portare un’altra bottiglia di Pentagono da un amico. E la abbiamo aperta insieme dopo averla portata a temperatura. In due non siamo riusciti a finirla: ne è rimasta più di mezza bottiglia. Un impasto sgradevole fra residuo zuccherino e amarezza che si manifesta subito al palato. Il naso anonimo, ma almeno quello non sgradevole.Ma generico e senza alcuna impronta. Davvero difficile da mandare giù, ed eravamo in due ….di quelli che hanno buttato giù di tutto.

  2. io non capisco quasi nulla di vini, una volta per curiosità ho provato ad acquistare delle bottiglie di vino alla LIDL (!) di Civezzano, ora non ricordo cosa esattamente, forse vini del suditalia a 3-4 euri la boccia. Secondo me non erano affatto male 🙂

    • Ma infatti è così. Generalmente si tratta di vini più che potabili. E lo prova anche questa degustazione, che mediamente assegna loro un punteggio 3/3.5 su 5. Poi certo trattandosi di vini industriali manca loro tutta quella componente narrativa che io chiamo metavino. Ma questo è un altro discorso.

    • Ma no…o almeno non solo. Il vino ha una capacità di narrazione territoriale e antropologica che nessun altro prodotto agroalimentare possiede. E non queste sono componenti che si riverberano positivamente in altri settori, per esempio Eno turismo, e creano valore.

    • Intendo quell’insieme di valori che stanno nel biccchiere, e che pur non essendo vino ne diventano il tessuto di impasto: le storie individuali e famigliari del produttore, il paesaggio su cui agisce, il contesto sociale in cui opera, l’idea di presente e di futuro del territorio; insomma tutta quella dimensione che non è vino in senso stretto ma che la sottende. E’chiaro che in un vino industriale tutto questo si mitiga e si attenua, perde irrimediabilmente di suggestione. Anche se il vino tecnicamente è buono e fatto bene e bevibilissimo.

    • E’ la “magia” che c’è nell’opera pittorica verso la perfezione della fotografia, il “tempo” (la vita) dell’artigiano nei suoi manufatti, i “pensieri” della ricamatrice o della merlettaia mentre elaborano le loro trame. E’ quello che racconta Tiziano Bianchi e che traduce per noi quel che trova in certi sorsi di vino…

    • Tiziano Bianchi Migliore anche quando il vino del contadino ha un grado acetico più alto del grado dell’etilico? Quello industriale capita molto raramente. Qui sta quello che Alessandro classifica come fuffa detto in termini più scientifici

    • Bruno Bolognani sono dell’idea che il vino…prima di ogni altra cosa sia una bevanda. E debba essere piacevole. Il resto viene dopo. Comunque senza voler fare l’interprete autentico di Veronelli, mi pare che il Maestro abbia voluto usare un parossismo forte (peggiore/migliore) per esprimere un concetto semplice: il vino artigianale anche se imperfetto può raccontare una storia, il vino industriale, magari perfetto, racconta molto meno. Ma è chiaro che il presupposto è che i vini, l’uno e l’altro, siano bevibili. Non aceto.

    • invece la mia curiosità mi muove anche verso queste bottiglie. E talvolta faccio anche delle gradevoli scoperte. Che poi questo vino dal punto di vista del consumo è il vero vino, visto che queste fasce di prezzo rappresentano più del 90 % del consumo off trade dagli italiani

    • In effetti il supermercato non è il posto ideale per trovare vino di quello buono, sarebbero i winebar o i piccoli cantinieri che fanno anche imbottigliamento. La cosa assurda che all’estero in altri paesi europei stra vedono per i nostri vini e fanno proprio dei posti appunto come winebar dove gusti solo del buon vino, mentre qua da noi trovi il classico bar dove trovi tutto un misto non puntando su vini specifici per cantine.

    • sei sicuro che all’estero stravedano per i vini made in Trentino? Te lo chiedo perché mi piacerebbe avere altre informazioni, rispetto a quelle che ho io. Per esempio il recente bando di acquisto da parte del monopolio svedese per l’acquisto di teroldego /o lagrein a meno di due euro. Però se tu hai informazioni differenti, mandamele pure anche in privato. se ti va.

    • Tiziano Bianchi una volta ho portato in danimarca e ho regalato a un danese una nostra bottiglia di muller thurgau della valle di cembra era estasiato. Comunque parlavo di vini italiani in generale, ma credo che le nostre industrie vinicole abbiano dati specifici sul mercato di distribuzione. All’estero non guardano il territorio pensano solo vini = italia.

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