MALGA PARISA, UN FIORE BELLISSIMO

Non ero mai stato a Malga Parisa, sopra Fondo Grande sugli Altipiani Cimbri in Trentino. L’appuntamento è fissato per le 10. Al quale  arriviamo con un leggero ritardo, perchè si è verificata una situazione del tutto imprevista: entriamo per bere un caffè in un bar, non molto lontano dalla malga, e ne usciamo dopo una lunghissima chiacchierata con Fiorenzo Gerola Baffo, il simpatico gestore con il quale parliamo di cimbri, valorizzazione del paesaggio, autonomia, prodotti locali e tanto altro. Insomma, ne nasce una mezza amicizia e la voglia di continuare prossimamente il discorso davanti a un piatto di polenta fumante. A Fiorenzo poi si illuminano gli occhi quando gli dico che andiamo ad incontrare a Malga Parisa i suoi nuovi gestori: “Sono veramente due bravi ragazzi“.


Veronica e Alex, poco più di vent’anni, ci aspettano vicino alla stalla. Nei prati le vacche pascolano sotto un cielo indeciso: il sole oggi è stanco, ma presto tornerà a brillare.
Fulmine e Syria, i due cani pastori neri addetti al controllo della trentina di vacche, si intrattengono con noi, nuovi arrivati. Animali tanto rigorosi e disciplinati nel loro lavoro quanto dolci e affettuosi nei momenti di pausa.
Veronica mi indica con orgoglio ed affetto, sulla montagna, l’animale più vecchio: si chiama Colomba, ha 13 anni. Non molto lontano la figlia, Carota, che più tardi farà la foto insieme a noi. Ci sono anche delle grigie (Linda e Bianca), cinque rendene, una pecora convinta di essere mucca e tanti altri animali che brucano l’erba verde della montagna.
Davanti ad un buon, caffè Veronica e Alex mi raccontano di loro, del loro lavoro. E’ affascinante ascoltare la loro storia. Così diversa dalla mia eppure, penso dentro di me, così simile: per l’amore che abbiamo per la terra in cui siamo nati. Un amore che ti porta a fare scelte impensabili, perchè all’amore non si comanda.
Non è certo una vita facile la loro, le giornate sono lunghissime e piene di imprevisti, ma qui si respirano pace e serenità. Arrivano dalla zona di Pinè e di Pergine; hanno fatto questa scelta di vita che comporta tanta fatica e sacrifici, ma si capisce dalla luce nei loro occhi che non tornerebbero mai più indietro. Parlano del loro lavoro come farebbe un poeta con la sua lirica, con passione. Rimetteranno certamente in piedi gli edifici intorno alla stalla, passo dopo passo, in modo lento ma costante, come è consuetudine nel cammino delle donne e degli uomini di montagna.
Ci raggiunge per qualche istante Albino, che da vent’anni gira il Trentino orientale da mattina a sera raccogliendo il latte nelle stalle. Una vita dura senza orari. Ma che ci dice (anche lui con quella luce che sfavilla negli occhi) non lascerebbe per nulla al mondo.
Anche questo è un territorio che resiste. E’ una cultura che fa sentire la sua voce, profonda. Lo fa con le voci, le mani e il cuore di due ragazzi che sono tornati a far vivere dopo vent’anni una malga abbandonata. Gli animali sono tornati a pascolare, il camino è tornato a fumare. La speranza fiorisce ancora sugli alpeggi di Malga Parisa. Ed è un fiore bellissimo.

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