In tanti mi stanno chiedendo perché, quando affronto il tema degli oligopoli del vino trentino, i grandi gruppi industriali posizionati fra i primi 10 player nazionali del settore, usi espressioni e parole dai toni forti, che taluni percepiscono addirittura come offensive: violenza, barbarie, sopruso.
La spiegazione sta tutta racchiusa in queste due immagini scattate l’altro giorno in un grande supermercato cooperativo di Trento
Come definire altrimenti questa politica dei prezzi, se non con parole come violenza, barbarie, sopruso
Violenza, barbarie, sopruso nei confronti del territorio (le denominazioni Trento e Trentino) abusato e vilipeso dal discount cooperativo e nei confronti dei vignaioli individuali e collettivi (cantine sociali di primo grado) impediti dai costi di produzione a fronteggiare, anche sul mercato domestico, l’aggressività di queste politiche commerciali, agite da chi si candida a diventare il referente unico delle attività di negoziazione della produzione territoriale. E il recente cambio al vertice in Cavit va apertamente in questa direzione.
Chi ha scattato queste foto, le ha commentate così: «Gli oligopoli, come li chiami tu, stanno facendo gli stessi danni del vento in Val di Fiemme! Spianano tutto e tutti».
Alcuni esempi:
Trentino Doc Nosiola euro 2,40
Trentino Doc Chardonnay euro 2,70
Trentino Doc Sauvignon euro 3,00
Trento DOC Altemasi euro 5,88
Müller spumante euro 2,70

#seguirabrindisi

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