È bello scoprire divertenti emozioni figlie del territorio che agisci spesso malvolentieri e che non sempre ami e apprezzi come forse meriterebbe. Capita con questo Metodo Classico Rosa (Brut Oxenreiter Rosé, blend da uve Chardonnay -40- e Pinot Nero -60- coltivate sulle pendici del Monte Baldo poco a valle di Brentonico) stappato nei primi giorni di quarantena. Anzi no: proprio nel giorno sfigato del contagio. La vaghissima buccia di cipolla trapuntata da un perlage ordinato ed elegante colora delicatamente il calice e lo rende subito ammiccante e simpatico. Trasmette con immediatezza una sensazione visiva di timida freschezza primaverile che si lascia accarezzare dai primi tepori. Il naso e il palato sono coerenti di lieviti e fruttini rossi che prevalgono grazie al P.N. e si muovono sui registri dell’acidità di montagna e di un moderato dosaggio zuccherino che in bocca si sente lieve, pur senza appiccicare. Il risultato è estremamente piacevole e giocoso, per un vino che si intuisce autentico ed estraneo a tentazioni velleitarie esclusiviste ed escludenti. #territoriocheresiste