E ora?

La montagna patrimonio di tutti. E il metodo pure.

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9 Comments

  1. Claudio

    La vera novità che intravvedo è che alcuni quotidiani locali hanno iniziato recentemente ad evidenziare quanto fermenta appena fuori provincia, quando invece fino ieri si limitavano solamente a celebrare le nostre virtù ed “eccellenze”. Forse i giornalisti di settore si sono (finalmente) accorti che l’indolente autocelebrazione ha nascosto per anni un pericoloso immobilismo che ora, di fronte ai fatti esterni, non è più tanto facile da nascondere solamente con la retorica e la propaganda… Speriamo che dopo i giornalisti ci sia anche qualcun altro nelle istituzioni e associazioni che apra gli occhi ed inizi a misurarsi seriamente col mondo che ci circonda…

  2. sandro

    Figurati, sfondi una porta aperta, ecco forse di quello dobbiamo avere paura del trincerarci dietro un "favoloso ambiente" tirando fendenti a colpi di microclima, dimenticando che il vino è, e rimane, soprattutto grande professionalità, e capacità di costruire un prodotto fatto bene, non nato bene per intercessione divina.

  3. sandro

    E ora niente caro Cosimo, non possiamo spaventarci per tutto, siamo e rimaniamo comunque, uno dei migliori territori per la produzione di spumante.
    Credo siano gli altri a doversi mettere a confronto con noi, siamo noi il metro di paragone, o comunque uno dei metri, smettiamo di pensare che quello che abbiamo costruito, lo abbiamo fatto solo perchè gli altri non c'erano, sono solo seghe mentali.

    • cpdr

      Hai ragione Sandro non bisogna aver paura, ma non bisogna nemeno vendere fuffa. E la suggestione della montagna lo è. Mi auguro che ora non si cominci a dire che le dolomiti trentine sono piu dolomiti delle altre..magari affidandone la dostrazione agli scienziati della Fem.

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