toblino

A volte gli abbinamenti casuali si avvicinano alla perfezione. Nascono per caso, ma forse non a caso. E questa, che sto per raccontare, è stata una di quelle volte. Dunque, la sola certezza del momento era costituita da una bottiglia di Incrocio Manzoni – da Fora, Produttori di Toblino, 2018, 24,90 euro sullo shop on line aziendale -, che da

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Schiava tradizionale trentina. Una leccornìa che evoca suggestioni rurali e abbina estrema bevibilità e piacere del palato. Trentino Doc Schiava 2018 – Produttori di Toblino #territoriocheresiste <www.facebook.com/hashtag/territoriocheresiste?source=feed_text&epa=HASHTAG> Cosimo Piovasco da BordeauxÈ lo pseudonimo collettivo con cui fin dall’inizio sono stati firmati la maggior parte dei post più trucidi e succulenti di Territoriocheresiste. Il nome è un omaggio al protagonista del

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Largiller 2012, una Nosiola in splendida forma e da lungo affinamento che è un trionfo di sensazioni e speziature e passa con leggerezza e sapidità dai canditi di arancia allo zafferano. Un vino di montagna che sa di mare e di oriente. Dolomiti IGT 2012 – Produttori di Toblino Cosimo Piovasco da BordeauxÈ lo pseudonimo collettivo con cui fin dall’inizio

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Credo di essere nato al vino con la Schiava. Quella di mio nonno, quella bottiglia, ma forse a sera erano due, che lui, ormai vecchio, portava con sé durante tutta la giornata. Avevo cinque anni, o giù di lì, quando se ne andò; ma di lui, insieme a poche altre, conservo questa immagine, la più vivida: la bottiglia di Schiava

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C’è della bellezza nel vino. E a volte perfino una grande bellezza. Accade quando un vino comincia a raccontarti storie che non vorresti finissero mai. E a riportare in superficie ricordi fino ad un attimo prima sbiaditi dall’ombra del tempo. Storie di campagna, di cantina, di sapere, di ambiente, di paesaggio. Storie di uomini e di donne. Spesso dimenticate, perché

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Poco fa ho letto sul numero in edicola di Vita Trentina della richiesta di Docg per il Vino Santo. Mi è parso tutto superficiale, scontato, per nulla informativo al lettore non specialista. Per questo è necessario chiarire alcuni aspetti per chi non conosce i fondamentali. Ci provo con questo breve decalogo.  E concludo con una proposta. 1. Vino Santo non

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Qualora la richiesta di riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita avanzata dai produttori della Valle dei Laghi (mi pare siano otto) per il Vino Santo dovesse andare in porto (e ci sono buone probabilità che in porto ci vada davvero, e poi vedremo il perché), questa nuova DOCG in un colpo solo taglierebbe almeno due traguardi. Uno tutto

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A dare il via alla 10ª edizione di «DiVinNosiola» ci ha pensato, ieri pomeriggio, il rituale taglio del nastro attraverso il quale è stata inaugurata la mostra allestita a Palazzo Roccabruna. L’atrio dell’Enoteca Provinciale del Trentino anche quest’anno ospita le bottiglie di Vino Nosiola, di Trentino DOC Vino Santo, di grappe monovitigno di Nosiola e di vinaccia di Trentino DOC

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Mi pareva di essere su un altro pianeta, per cui il silenzio era d’obbligo, ma ora a elezioni concluse e con un occhio alla nuova Giunta provinciale è opportuno riprendere il ragionamento sul futuro delle vitivinicoltura trentina. A chi se ne dimentica volentieri ricordo che abbiamo passato gli ultimi anni sollecitando un dialogo e facendo analisi e proposte all’indirizzo deputato,

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Il faut imaginer Sisyphe heureuxA. Camus Pomeriggio d’agosto. Ho battuto la fiacca per un po’: urge una visita in cantina. Dietro consiglio di Cosimo mi dirigo alla Cantina di Toblino, nella Valle dei Laghi, a un passo dal romanticissimo castello sul lago omonimo. La cantina è un po’ cantina, un po’ ristorante e wine bar, un po’ enoteca. Moderna e

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