ASSAGGI

Era da parecchio tempo che per tanti motivi, anche estetico – politici, non bevevo un TRENTO. Ma, soprattutto, erano tanti anni che non bevevo un TRENTO, così versatile,  così abbracciante, così profondo, così tridimensionale. Così buono. Così TRENTO. È capitato qualche settimana fa. Ancora in tempo di quarantena; una bottiglia riemersa dagli angoli nascosti e dimenticati della cantina: Vervè Riserva

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Ieri sera, tanto per non farmi mancare nulla, sono riuscito nell’impresa (im)possibile di farmi andare di traverso questa ottima bottiglia (Gabrjol  2019 – Albino Martinelli Viticoltore in Vallagarina ) e insieme con essa, essa la bottiglia, anche il piatto degli altrettanto ottimi asparagi di Zambana che l’accompagnavano. Fra un sorso e l’altro e un boccone e l’altro, infatti, mi è

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Altra bottiglia riemersa dalla polvere del 2015 e ripescata dal buio della cantina, ormai spettrale, in questi giorni di quarantena: Pinot Grigio 2015 (Valdadige Doc 12,5% vol. – Cantina Valdadige). Una gran bella lezione per quelli che (e nella schiera di quelli con il nasino all’insù mi ci infilo per primo) pensano, sbagliando, che i bianchi, e soprattutto i Pinot

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Avrei voluto raccontarla io questa bottiglia: Nera dei Baisi, 2015, Albino Armani 1607. Ritrovata in fondo alla cantina in questi giorni di quarantena dedicati (anche) al riordino delle scorte e dei ricordi. Avrei voluto raccontala e raccontarne l’assaggio, perché dietro a questo vino e a questo vitigno “testimone”, c’è una gran bella storia. Che va al di là del vino,

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Ed ecco, non ci sono più eventi, non più serate, le bottiglie raccolte in casse che viaggiano per corriere quelle sì, ci sono. I territori debolmente resistono, facendosi spedire. Ma chissenefrega delle mie degustazioni di bottiglie randagie su furgoni: rimane la memoria, rimangono quei post che non ho scritto, per pigrizia o per mancanza di energia, quando i pensieri sono

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A volte gli abbinamenti casuali si avvicinano alla perfezione. Nascono per caso, ma forse non a caso. E questa, che sto per raccontare, è stata una di quelle volte. Dunque, la sola certezza del momento era costituita da una bottiglia di Incrocio Manzoni – da Fora, Produttori di Toblino, 2018, 24,90 euro sullo shop on line aziendale -, che da

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Finalmente uno sprazzo di frizzante buon umore stasera, ad interrompere per un attimo il buio di queste giornate che mi scoprono così spesso con gli occhi umidi e i pensieri fragili. Basta così poco, a volte, per farsi amica la notte. Una semplice pizza condita con le cipolle, desiderata per tutta la giornata con la stessa bramosia intemperante e sognante

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[ Immagine gentilmente concessa da winemag.it ] Il pluralismo è uno degli elementi costitutivi del vino territoriale. Forse il più importante. Di sicuro è imprescindibile. Il pluralismo delle esperienze vinicole radicate dentro il territorio crea valore. valore economico e valore sociale. Un valore progressivo che accresce la qualità e plasma il profilo identitario di un territorio che si arricchisce e

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La continuità ci dà le radici; il cambiamento ci regala i rami, lasciando a noi la volontà di estenderli e di farli crescere fino a raggiungere nuove altezze. (Pauline R. Kezer) Azienda Agricola Longariva, Pinot Nero 1999 Zinzèle Riserva Nel cuore della Vallagarina, Dell’annata 1999 si ricorda come molto siccitosa: ha donato al vino note di severità che solo il

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