ASSAGGI

È bello scoprire divertenti emozioni figlie del territorio che agisci spesso malvolentieri e che non sempre ami e apprezzi come forse meriterebbe. Capita con questo Metodo Classico Rosa (Brut Oxenreiter Rosé, blend da uve Chardonnay -40- e Pinot Nero -60- coltivate sulle pendici del Monte Baldo poco a valle di Brentonico) stappato nei primi giorni di quarantena. Anzi no: proprio

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Una minestra con pasta, fagioli Lamon e cotica, cucinata con perfezione maniacale dall’amica Nura Aro (Lucia Lullini) e un Rosso Trentino (seppure nella versione elementare dello storico e amatissimo Mori Vecio – Doc Trentino 2017 – Concilio). Uno splendido amalgama di rustiche ruvidezze che evocano la mia personale heimat dei sapori e delle origini. La memoria atavica della semplicità perduta

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Conto alla rovescia per il Beaujolais Noveau In Trentino è già sulle tavole il Novello di Teroldego Novembre, è tempo di vino novello. Un rito che si rinnova di anno in anno soprattutto in Francia dove la data di uscita del Beaujolais Noveau (il terzo giovedì di novembre e non sono ammesse deroghe) è preceduta da un battage che scandisce,

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Coltivato in Vallagarina e in Valdadige nei territori di Dolcè, Avio e Ala, in passato storica linea di confine fra l’impero austro-ungarico e la Serenissima Repubblica di Venezia, dal 2002 è stato reinserito tra le varietà ammesse e dal 2007 si avvale del riconoscimento della Doc “Terra dei Forti”.   Il decano dei giornalisti enogastronomici Giuseppe Casagrande, commissario europeo nei

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Era da parecchio tempo che per tanti motivi, anche estetico – politici, non bevevo un TRENTO. Ma, soprattutto, erano tanti anni che non bevevo un TRENTO, così versatile,  così abbracciante, così profondo, così tridimensionale. Così buono. Così TRENTO. È capitato qualche settimana fa. Ancora in tempo di quarantena; una bottiglia riemersa dagli angoli nascosti e dimenticati della cantina: Vervè Riserva

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Ieri sera, tanto per non farmi mancare nulla, sono riuscito nell’impresa (im)possibile di farmi andare di traverso questa ottima bottiglia (Gabrjol  2019 – Albino Martinelli Viticoltore in Vallagarina ) e insieme con essa, essa la bottiglia, anche il piatto degli altrettanto ottimi asparagi di Zambana che l’accompagnavano. Fra un sorso e l’altro e un boccone e l’altro, infatti, mi è

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Altra bottiglia riemersa dalla polvere del 2015 e ripescata dal buio della cantina, ormai spettrale, in questi giorni di quarantena: Pinot Grigio 2015 (Valdadige Doc 12,5% vol. – Cantina Valdadige). Una gran bella lezione per quelli che (e nella schiera di quelli con il nasino all’insù mi ci infilo per primo) pensano, sbagliando, che i bianchi, e soprattutto i Pinot

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Avrei voluto raccontarla io questa bottiglia: Nera dei Baisi, 2015, Albino Armani 1607. Ritrovata in fondo alla cantina in questi giorni di quarantena dedicati (anche) al riordino delle scorte e dei ricordi. Avrei voluto raccontala e raccontarne l’assaggio, perché dietro a questo vino e a questo vitigno “testimone”, c’è una gran bella storia. Che va al di là del vino,

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Ed ecco, non ci sono più eventi, non più serate, le bottiglie raccolte in casse che viaggiano per corriere quelle sì, ci sono. I territori debolmente resistono, facendosi spedire. Ma chissenefrega delle mie degustazioni di bottiglie randagie su furgoni: rimane la memoria, rimangono quei post che non ho scritto, per pigrizia o per mancanza di energia, quando i pensieri sono

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