[FRAPARENTESI]

Dalla cantina emerge una bottiglia presa un paio di anni fa. Ho i postumi di un’influenza e il naso mezzo chiuso, ma il vino me lo buca. Agrumi, dell’erbaceo di erbe amare, una leggera pietra focaia, fiori e frutta bianca matura. In bocca ha corpo e morbidezza; l’acidità bilancia, ma non prevale. È un incrocio stravagante di memorie questo Pinot

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Se in vendemmia rivendico ad una certa DOC 180 mila quintali di uva e poi all’ imbottigliamento mi ritrovo solo 32 mila ettolitri certificati. Cosa sta accadendo? #seguirabrindisi Cosimo Piovasco da BordeauxÈ lo pseudonimo collettivo con cui fin dall’inizio sono stati firmati la maggior parte dei post più trucidi e succulenti di Territoriocheresiste. Il nome è un omaggio al protagonista

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Quando un vino come questo, che quasi non esiste in volumi (21 ettolitri certificati nel 2021) e che pure rasenta il paradiso organolettico, dopo 23 anni di affinamento è ancora in tentata vendita sullo scaffale piantato a 100 euro litro, vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Non nel vino. Non nel produttore. Ma nel territorio, Il Trentino. Nella denominazione,

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Tonco de pontesel: provate voi a dire tutto ciò, ad un amico, non trentino che viene a trovarvi, magari un vecchio compagno di università. Sono certo, vi guarderà allibito, un po’ stupito e smarrito, vivrà per un attimo nel dubbio che siate cambiati, che qualcosa si è rotto nell’ amicizia o che qualche cosa segna la vostra vecchiaia. Questa frase

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Che il Trentodoc, in quanto marchio di prodotto snob (in senso letterale) fosse una grande puttanata lo sapevamo. Quello che non sapevano, e che invece purtroppo ora sappiamo, è che i suoi scodinzolanti sacerdoti avessero individuato nelle pratiche orientali dei figli dei fiori post litteram, ma anche nel pilates e ne il wellness, la via maestra alla degustazione del metodo

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PADRE (DIONISO) PERDONA LORO PERCHÉ NON SANNO QUEL CHE FANNO. E NEPPURE QUEL CHE DICONO. Il giardiniere di Trento, il povero Maury, l’ormai mitologica Caschetto d’Oro e l’inarrivabile Failoni (quello che un paio di anni fa si faceva immortalare allegramente alle prese con una bottiglia Prosecco Astoria), ieri dal palco del Festival delle “bollicine” (come le chiamano loro) hanno lanciata

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Parte decisamente con il piede sbagliato la prima edizione di TRENTODOC Festival; la kermesse sul metodo classico trentino iscritto al club Trentodoc organizzata da Trentino marketing con la partnership del Corriere della Sera. Ieri il Corrierone come d’uopo in questo casi, quando si devono dissimulare in cronaca i cosiddetti redazionali, ha dedicato al Festival un’intera paginata, affidandosi ai toni dell’apoteosi.

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