trento doc

Era da parecchio tempo che per tanti motivi, anche estetico – politici, non bevevo un TRENTO. Ma, soprattutto, erano tanti anni che non bevevo un TRENTO, così versatile,  così abbracciante, così profondo, così tridimensionale. Così buono. Così TRENTO. È capitato qualche settimana fa. Ancora in tempo di quarantena; una bottiglia riemersa dagli angoli nascosti e dimenticati della cantina: Vervè Riserva

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L’interessante Rapporto 2018 sul Prosecco edito dal Consorzio di riferimento e l’ottava edizione del Dossier Spumanti allegato all’ultimo numero del Corriere Vinicolo, insieme producono un’analisi molto esaustiva della situazione e delle prospettive del comparto bollicine, sommamente interessanti anche per il Trentino delle basi spumanti. Relegata a pagina 35 e in taglio basso sul dossier del Corriere, compare anche un’intervista a

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[ Immagine gentilmente concessa da winemag.it ] Il pluralismo è uno degli elementi costitutivi del vino territoriale. Forse il più importante. Di sicuro è imprescindibile. Il pluralismo delle esperienze vinicole radicate dentro il territorio crea valore. valore economico e valore sociale. Un valore progressivo che accresce la qualità e plasma il profilo identitario di un territorio che si arricchisce e

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Buono, davvero molto buono.  Cuvée Pinot Nero – Chardonnay (questo  probabilmente con un passaggio in botte) e affinato sui lieviti per 5/6 anni. Di sicuro un ottimo TRENTO (e udite udite non Trentodoc) di cui da trentini andare fieri e da bevitori essere soddisfatti:  ripetiamo buono, uno spettro profumato ampio; pieno, tondo con un’acidità bassa. Tuttavia resta qualche perplessità valutandone il

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Oggi alle 18.00 si inaugura a Palazzo Roccabruna la manifestazione dedicata alle bollicine di montagna. Tre settimane di appuntamenti e degustazioni fino all’8 dicembre. Ottantadue etichette in degustazione in rappresentanza di 50 case spumantistiche Nella cornice rinascimentale di Palazzo Roccabruna, sede dell’Enoteca provinciale del Trentino, giovedì 21 novembre ad ore 18 prenderà il via per il quindicesimo anno consecutivo “Trentodoc:

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C’è il Trentino. Poi c’è la Valle di Cembra. Che è il Trentino che vorrei. Il Trentino come lo vorrei. Un topos enologico racchiuso tutto, o quasi, in queste tre bottiglie. Vigna di Cancòr 2015 – Cembra Cantina di Montagna – Trentino Doc:  la perfezione accademica, da manuale, della varietà (Riesling renano). Oro Rosso Dosaggio Zero sboccatura 2019 – Cembra

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Grazie, grazie, grazie. Grazie a il Giornale e grazie ad Antonio Maietta, sommelier dei sommelier italiani, che non cadono nella trappola linguistica e concettuale del TRENTODOC; e correttamente, quando parlano e scrivono, di metodo classico trentino e del territorio da cui nasce, usano l’espressione inappuntabile TRENTO DOC. Mostrando di conoscere la differenza fra una denominazione un brand commerciale da salotto.

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Da Vinitaly arrivano due medaglie d’oro in Trentino. Non per il vino, ma per il packaging. A guadagnarsele sono stati il Gruppo Mezzacorona, con la bottiglia tutta siciliana di Hekate passito 2015 IGT per la linea Feudo Arancio, e Francesco Moser con l’etichetta del suo Trento Rosé Extra Brut. Tiziano BianchiGiornalista e blogger con uno sguardo curioso, e a volte

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AL VIA UN RICCO PROGRAMMA DI INIZIATIVETRENTODOC: BOLLICINE SULLA CITTÀINAUGURAZIONE DOMANI ALLE 18.30 A PALAZZO ROCCABRUNA Domani, venerdì 23 novembre, alle 18.30 si aprirà il sipario su uno degli eventi più attesi dagli appassionati del mondo del vino: “Trentodoc: bollicine sulla città”, la manifestazione di Palazzo Roccabruna dedicata al metodo classico trentino, giunta ormai alla XIV edizione. Quaranta saranno le

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