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Ieri un piccolo produttore veronese mi ha chiesto quale sia, secondo me, l’azienda vinicola più social (social nel senso di social media) del Trentino. Ho risposto senza reticenze: “Mezzacorona e solo Mezzacorona”. Sì, avete capito bene: Mezzocorona. Penso che, oggi, solo la grande cooperativa rotaliana abbia capita, e fatta propria, la grammatica dei nuovi media. Che è una grammatica fondata sul principio della viralità, ovvero dei contenuti “contagiosi”. E per essere contagiosi, questi contenuti, devono essere sintetici, ma anche curiosi, disinvolti e divertenti. E nel caso dei profili aziendali devono necessariamente mettere in secondo piano, solo sullo sfondo, il prodotto per evitare di far scappare il navigatore a gambe levate. Insomma, devono essere contenuti che facciano venire voglia di cliccare sul famigerato tastino della condivisione, in tutte le sue diverse combinazione e sfumature.

Mezzacorona – che inspiegabilmente, però, ha prodotto recentemente il video meno social della storia del social – questo lo ha capito. E sta facendo una bella, ed efficace, azione combinata sui new media più diffusi (Facebook, Twitter e Instagram) e lo fa prevalentemente in lingua inglese (come deve essere). I comunicatori digitali della coop rotaliana ogni giorno si inventano nuovi e originali tag (#mezzacoronamantra, #letsrotari), pubblicano locandine di vecchi film (Vacanze romane), giocano con il ritmo sillabico degli Haiku (Dolce suono / dei passeri nel cielo), citano i versi di grandi poeti del passato (Anna Achmatova).

Tutto questo crea un’atmosfera leggera, disinvolta e friendly che alla fine ti predispone bene verso il prodotto (le bottiglie), un po’ come capitava con le simpatiche e indimenticabili storielle dei vecchi Carosello. Del resto, mi pare di poter dire che le campagne aziendali sui new media per funzionare davvero devono riuscire a fare proprio questo: coniugare il contenuto “eccentrico” (quello di Carosello) con il ritmo della sinteticità (i tempi dello spot). Allora funzionano. E Mezzacorona, oggi, sta facendo proprio questo, dimostrando una sorprendente attitudine alla viralità sociale. Gli altri, almeno in Trentino (e non solo in Trentino), da questo punto di vista sono indietro anni luce.

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