Sempre e per sempre Teroldego. È il rotaliano, non solo Doc, a vincerei il rally trentino dei Vinibuoni d’Italia 2020*, aggiudicandosi 7 (su12) “Corone”, il massimo riconoscimento conferito dall’unica guida italiana interamente riservata agli autoctoni; sebbene da qualche anno sia stato inserita anche una sezione dedicata ai vini spumanti. Solo un passo indietro, con la “Golden Star”, altri due vini

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[*] colorita espressione trentina liberamente traducibile in italiano con: “Siamo proprio con il culo per terra“ La telefonata dal vecchio professore e decano dei giornalisti agricoli trentini arriva di buon mattino. Da cronista, cerca notizie: “Cosa pensi stiano facendo di questi tempi quelli del nostro settore vitivinicolo?”, chiede. Gli rispondo: “Magari stessero facendo qualcosa!”. E aggiungo: “Il guaio è che

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La continuità ci dà le radici; il cambiamento ci regala i rami, lasciando a noi la volontà di estenderli e di farli crescere fino a raggiungere nuove altezze. (Pauline R. Kezer) Azienda Agricola Longariva, Pinot Nero 1999 Zinzèle Riserva Nel cuore della Vallagarina, Dell’annata 1999 si ricorda come molto siccitosa: ha donato al vino note di severità che solo il

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A quindici giorni dall’acquisizione del Gruppo La-Vis, il consorzio di Ravina si ritira dall’Oltrepò. Tre anni fa Cavit era entrata con i piedi pesanti negli affari oltrepadani, acquisendo il 30 % delle quote della prestigiosa, ma decotta, La Versa, con un investimento di poco più di un milione. Un’operazione, condotta sul filo del rasoio per bloccare l’espansione dell’aggressiva Cantina di

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Sotto la vigna di Natale del Trentino quest’anno il vecchio Santa Klaus, sbaragliando tutti i tavoli di infruttuoso lavoro che da anni impegnano Consorzio Vini, ha lasciato il più bel dono che il vino trentino potesse augurarsi: la prima DOCG provinciale (e anche regionale; almeno questa volta i fratelli sudtirolesi sono stati batutti sul tempo). Tuttavia, davvero a sorpresa, lo

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Buono, davvero molto buono.  Cuvée Pinot Nero – Chardonnay (questo  probabilmente con un passaggio in botte) e affinato sui lieviti per 5/6 anni. Di sicuro un ottimo TRENTO (e udite udite non Trentodoc) di cui da trentini andare fieri e da bevitori essere soddisfatti:  ripetiamo buono, uno spettro profumato ampio; pieno, tondo con un’acidità bassa. Tuttavia resta qualche perplessità valutandone il

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Qualche lettore ha fatto notare che a parte la contrarietà agli oligopoli vitivinicoli trentini, non si capisce bene dove noi (A.T./B.R.) si voglia andare a parare. Giusto. Se questo è ciò che resta, vuol dire che l’articolo di qualche giorno fa non era chiaro abbastanza, avendo dato per scontato che il pregresso del discorso fosse noto a tutti. Allora, a

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In altri tempi dopo il post di Cosimo sul matrimonio maledetto (LaVis/Cavit) si sarebbe scatenato un finimondo, invece niente. Evidentemente i nostri sodali si sentono financo carini nel non infierire sui pochi “giapponesi” non rassegnati ad una guerra finita da tempo e a questo matrimonio(?) riparatore o di convenienza, non certo d’amore per il territorio. Quindi da maledire fin dalla

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Segnalo una bella iniziativa messa in piedi autonomamente da un vecchio amico del blog: Giuliano Preghenella. Un contadino cooperatore di Roveré della Luna che è stato quasi un pioniere italiano nell”utilizzo della rete come strumento a servizio della viticoltura. Da qualche settimana il nostro contadino digitale ha messo in piedi una minuziosa e ragionata rassegna stampa che ogni giorno segnala

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Quindi, Cantina La-Vis e Cembra Cantina di Montagna dopo 15 anni di successi e di tribolazioni rientrano nell’orbita Cavit. L’accordo è stato firmato venerdì a Milano. Domani sarà presentato a Trento. Ieri la stampa locale ha salutato l’operazione con un surreale titolo d’intonazione encomiastica: “Cavit e La-vis: super nozze”. Più che un super matrimonio, personalmente, invece, giudico questa ulteriore concentrazione

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Prodotto dall’azienda agricola Venatoria Tacinaia di Quarrata (Pistoia), piccolo centro che fa parte dell’itinerario enogastronomico della Strada dell’Olio e del Vino del Montalbano sono attirato nel supermarket da questo – ignoto per me – Doc Vin Santo del Chianti del 2016. Lo acquisto con diffidenza, visto il prezzo (5.5 euro) e considerate l’etichetta e contro etichetta spartane dove si dice :

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La campagna assicurativa e mutualistica 2019 si chiude con gli agricoltori che riceveranno oltre 40 milioni di euro direttamente o indirettamente, per le liquidazioni alle cooperative, a ristoro dei danni sulle colture causati principalmente da grandine, gelo, vento e pioggia. Questione aperta per la cimice, che ha causato oltre 7 milioni di danni in provincia. Il 2019 potrebbe essere definito,

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